Non mi piace segnalare su questo blog inchieste come questa di P. Gomez e M. Lillo su l’Espresso. Non fanno parte di un discorso costruttivo per questo partito e per questa nazione. Ma se quello che si legge e’ vero, sono qui a domandarmi: ma perche’, quando in Italia si parla di televisioni, le cose sono sempre peggio di quanto uno si possa immaginare?
Le ACLI di Terni, in occasione del 20° anniversario della presenza missionaria della Diocesi di Terni-Narni-Amelia nella regione del Kananga, vogliono portare all’attenzione dei cittadini ternani uno dei piu’ cruenti conflitti dimenticati: quello della regione del Nord Kivu, nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo.
La zona orientale del paese piu’ ricco di risorse del Continente Nero continua ad essere devastato da una guerra senza fine. Ma la contrapposizione nella regione dei Grandi Laghi delle etnie Hutu e Tutsi trova i maggiori fattori di destabilizzazione negli interessi geopolitici dei paesi confinanti e soprattutto nelle politiche razziatrici dei gruppi economici e criminali che sfruttano indiscriminatamente le risorse naturali del Congo approfittando del caos.
Per approfondire questo tema e per rilanciare forme ed intensita’ della presenza della comunita’ ternana a sostegno dell’esperienza missionaria diocesana in Congo, le ACLI di Terni invitano tutta la cittadinanza all’incontro dibattito di venerdi’ 5 dicembre alle ore 17:00, presso l’auditorium di Palazzo Primavera in via Giordano Bruno.
Saranno presenti:
Eugenio Melandri, uomo di Pace, europarlamentare e giornalista che ha vissuto l’esperienza del Congo come missionario saveriano; Jean Leonard Touadi, Deputato della Repubblica Italiana e giornalista di origine congolese; Alfredo Cucciniello, Membro della Presidenza Nazionale delle ACLI con delega alla Pace.
l’altra sera mi sono recato a teatro a vedere Amleto di Lella Costa. Mi sono accomodato in poltrona, poi ho avvertito un’impellenza fisiologica, mi sono quindi recato su un angolo del palcoscenico, ma mi è stato spiegato che, durante la stagione di prosa, non era consentito espletare simili esigenze. Tornato quindi dalla toilette, ho trovato la platea invasa da ragazzi deportati a teatro.
Poi è comparsa la lellacosta, bravissimissima e coraggiosissima a proporre un testo così azzardato e spiazzante, in una rivisitazione che non era una rivisitazione, ma una semi-conferenza che spiegava la straordinaria attualità di Amleto (perché, sotto sotto, siamo tutti danesi problematici!).
Il giorno dopo, la coraggiosissima lellacosta ha incontrato il pubblico, a dire il vero alcune insegnanti in pensione, alcune molto anziane e già morte, e altre vive e operanti. Neanche uno studente. Brava, bravissima, bravissimissima. Applausi e sì sì con la testa, Amleto attuale, ragazzi scemi però è piaciuto… hanno pure detto bello! (ma sì, oh! giuro).
Ok, Direttore, arrivo al dunque. Poco interessa, a Lei e a noi, degli scambi di pasticcini tra le prof e lellac. Volevo dire, ma non me la sono sentita, che io in platea tra i mocciosi c’ero e non hanno seguito mezza parola. E, diciamola tutta, non sono neanche scemi come li dipingono.
Ma se li dipingono come mezzi scemi ritardati, un motivo ci sarà… Da una parte, c’è un mondo che sta prendendo un’impennata impulsiva, dall’altra parte, e qui la sparo grossa, un mondo che non gli sta appresso.
Da qualche parte nel globo, non in Italia, c’è gente giovane che progetta un nuovo linguaggio, nuova tecnologia, nuova comunicazione e persino nuova arte. L’onda ci sta arrivando, ma chi se ne accorge? Non le insegnanti pre-defunte, non i nostri adulti analfabeti, non i nostri… va bè, non inferiamo inutilmente, Tullio De Mauro (un vecchio giovane prof) lo ripete da secoli: l’istruzione non può fermarsi ai 18 anni, se no si resta tagliati fuori dal mondo… vedi il nostro Paese dove sopra i 40 non si sa mandare un’email!
Insomma, mancando un ponte tra Nuovo mondo e Vecchio mondo, il Vecchio si è convinto che il Nuovo è guidato da un manipolo complottardo che intende rapire il cervello dei giovanissimi per renderli schiavi, ecco perché è necessario e salvifico deportarli a teatro e spiegare loro che siamo tutti danesi problematici.
Ho visto ragazzini chattare, ascoltare musica e guardare la tv simultaneamente, imparare a giocare al pc a 5 anni senza saper neanche leggere la parola PLAY, da cervelli così iperstimolati, non nascono scemi, mi creda, Direttore, la favola che i nostri figli stanno crescendo come poveri idioti non regge (sono i cocci che ci ha lasciato la scuola di Francoforte!).
Questi ragazzi, Direttore, hanno facilità di adattamento e di apprendimento, sanno usare tutto e sanno fare tutto quello che gli occorre (cioè nulla per la sopravvivenza, dirà Lei, ma quella non serve nel nostro mondo). Nuotano come pesci in un mare pulsionale e istintivo, dove tutto è immediato e simultaneo.
La conquista di un livello intellettuale più elevato non è sociale, ma individuale… suvvia, non raccontiamoci balle protosocialiste!
Che stavo dicendo? Mi scusi, mi ha distolto la chat… aspetti che abbasso l’ipod… dunque, lellacosta brava, i miei ragazzi hanno detto teatro-bello, poi bau e coda in su, hanno capito subito che li facevo uscire, pensi, sono intelligenti come le persone!
Leggendo ieri le prime dichiarazioni del cosiddetto dream team economico scelto da Obama, mi sono imbattuto in frasi del tipo: le nostre priorità sono la scuola, la sanità e le energie rinnovabili…
Esattamente in linea con il governo italiano.
Polemica facile e semplicistica.
Ma certo, se dietro al piano economico USA si intravvede una chiara idea di futuro, quale futuro ci suggeriscono la manovra varata ieri e i precedenti 5 anni di governo Berlusconi?
Le risposta e’ troppo facile.
Fortunamente qualche idea alternativa fa capolino anche in Italia. Oggi per esempio, su lavoce.info, un interessante e concreto articolo di Tito Boeri, Entrare in un circolo virtuoso? Si puo’.
Non sono un economista, ma voglio aggiungere qualche idea. Credo che spendere massicciamente soldi in energie rinnovabili, come si appresta a fare il prossimo governo USA, sia un grande investimento in infrastrutture, in ricerca e per il futuro.
Altra piccola considerazione, ricordo che quando frequentavo l’università di Firenze, i miei amici che studiavano fisica mi raccontavano che la loro facoltà era piena di soldi, perché riceveva dal Ministero della Difesa vagonate di soldi per ricerche con ricadute nel campo militare.
Perché non dirottare quei soldi per qualche ricerca che ci garantisca un futuro?
Perché non si propone questo discorso a livello europeo, la ricerca militare la si faccia, ma a livello europeo, spendendo meno soldi e meglio. In questo modo si libererebbero risorse da impiegare nella ricerca per avere energie pulite più vantaggiose, mezzi di trasporto eco sostenibili, un trattamento più efficiente dei rifiuti…
Altra piccola idea: il mondo dell’auto e’ in crisi? si prospettano licenziamenti e casse integrazioni? bene ad aiuti alle case automobilistiche, ma solo in cambio di mezzi di trasporto innovativi ed eco sostenibili.
Solo un po’ di idee, idee che possono apparire ingenue ed utopiche, ma che si appoggiano alla ventata di novità che arrivano da oltre oceano, che fino a qualche mese sembravano impossibili.
Sono diverse settimane che mi interrogo sull’attivitá politica del PD. Dopo la batosta elettorale, si era rimandato tutto all’autunno. La sorte ha voluto che l’autunno portasse con se una crisi spaventosa, la vittoria di Obama e l’Onda studentesca.
Oggi leggo questo editoriale sul corriere, e in parte lo condivido. Non stiamo certo diventando un partito che puo’ aspirare alla maggioranza in questo paese. Che ne dite?
Su Repubblica.it di oggi si legge che il ministro dell’Economia Tremonti si appresta a fare la voce grossa sulle tariffe autostradali, vi cito il pezzo:
Autostrade. Verso un cambiamento delle tariffe
Autostradali. Che sarà legato agli investimenti che le
Concessionarie saranno in grado di realizzare. Tremonti, ricordando che nei prossimi giorni, infatti, ci sarà lo sblocco da parte del Cipe di uno stock di investimenti di 16 miliardi di euro, annuncia che “nei prossimi giorni un meccanismo di strutturazione delle tariffe che faccia ripartire gli investimenti sulle autostrade subordinando per una volta tanto le tariffe all’effettività degli investimenti”.
Giorni fa vidi una bella puntatata di Report sulla questione Alitalia (grazie internet), dove Milena Gabanelli raccontava i possibili intrecci di interessi tra il governo e gli imprenditori della CAI. Sul sito di Report é possibile consultare il testo della puntata, vi cito il passo:
Milena Gabanelli in Studio:
Quel che sappiamo é che la nuova convenzione sulle tariffe datata 6 giugno 2008 fatto con decreto scavalcando il CIPE, permette a Benetton, per 30 anni, di aumentare il pedaggio senza essere vincolato agli investimenti fatti, quindi alla qualitá del servizio.
…
Ne consegue che quello che propone Tremonti giá esisteva.
Investigando un po’ si trova poi che L’Antitrust il 4 Luglio ha inviato un parere negativo sul decreto del 6 giugno.
Non riesco a capire come sia andata a finire questa storia. Figuriamoci se riesco capire come andrá a finire il proclama di Tremonti.
Mi auguro che l’opposizione battagli su questo come sulle altri temi cruciali del paese invece di parlare “AL VENTO CHE CAMBIA”.
Leggendo le varie analisi socio-politiche che hanno portato alla vittoria di Obama, mi sono imbattuto spesso in interessanti osservazioni sul ruolo svolto da internet in questa campagna elettorale americana. Vediamo se questa ventata di novitá “tecnologica” si fa sentire anche sui blog dei leaders del PD italiano.
Sono partito dal segretario Valter Veltroni. Pur utilizando il motore piú potente del mondo non sono riuscito a trovare il blog personale del segretario. Cercando “valter veltroni blog” ci dobbiamo accontentare di www.lanuovastagione.it, che paradossalmente non fa cenno della “nuova stagione” innescata dal Partito Democratico USA.
Massimo D’Alema ha un bel blog, aggiornato e curato, ma il nostro ex ministro degli esteri non ha sentito il bisogno di farci sapere la sua sull’elezione del presidente degli USA.
Un po’ meglio Dario Franceschini che si fa citare una dichiarazione dai curatori del blog.
Piero Fassino ci mette la firma e con acume nel suo post riassume brillantemente il vento nuovo portato da Obam, vi cito la fine del post
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Obama è la speranza che un mondo migliore è possibile. E che se ci si crede, we can, si può fare.
Rosi Bindi é attiva su www.democraticidavvero.it, anche lei ci mette la firma e anche un po’ di cuore, ecco la parte conclusiva del suo post:
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E’ arrivato il tempo di unire le forze e le menti dei democratici per affermare un pensiero forte, ancorato ai principi della solidarietà e della responsabilità, alimentato dai nostri valori più profondi. La vittoria di Obama consegna a tutti i democratici la responsabilità di guidare una fase nuova. E di farlo con la visione di un mondo che può crescere nella pace e nella giustizia per tutti.
Uno sguardo privilegiato ce l’ha Romano Prodi, che ci offre un dettagliato resoconto da New York, ecco la parte finale del suo post di oggi 7 Novembre, stile inconfondibile:
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In mezzo a queste dichiarazioni la festa popolare a New York è stata davvero grande.
Tanti giovani in festa dappertutto e la sorpresa di sentirsi dire che dopo molti anni di assenza i più brillanti vorrebbero lavorare per la pubblica amministrazione. E non mi sembra che questa scelta sia solo una conseguenza della crisi economica.
Avremo quindi di nuovo tanto giovani a Washington e, dai tempi di Kennedy, di nuovo dei bambini piccoli alla Casa Bianca.
Obama aveva bisogno di questi momenti di gioa e di speranza diffuse per poter vincere la terribile sfida che lo attende. Il popolo americano gli ha dato la forza politica di cui aveva bisogno, ma
Obama, a sua volta, avrà bisogno di tempo, di saggezza e di buoni collaboratori. E’ certo in ogni caso che i bambini che abiteranno alla Casa Bianca non vedranno solo fiorire i giardini presidenziali , ma molti capelli bianchi arrivare prima del tempo, sulla testa di papa’.
E Prodi su l’Espresso del 6 novembre sottolinea anche come Internet abbia svolto un ruolo importante e nuovo durante la campagna elettorale:
Non c’è alcun dubbio che la novità prorompente è stato l’utilizzo di Internet come strumento di organizzazione della politica oltre che di propaganda. La Rete si è unita senza problemi alla televisione ed è stata un mezzo decisivo. Ma c’è un dato in più che va sottolineato ed è la partecipazione che c’è stata alla campagna e l’impegno personale a fare sì che della competizione si parlasse in ogni luogo. Mi è capitato che amici americani abbiano rinviato un appuntamento perché per il weekend avevano deciso di tornare in Pennsylvania a parlare con i loro amici, sapendo che quello era uno degli Stati in bilico tra i due candidati.
P.S. Good News: la nostra pagina Manifestazione Roma 25 ottobre é stata visitata 2500 volte nei tre giorni precedenti all’evento, record assoluto Un bel segnale per il nostro sito e per chi si impegna per un’Italia migliore.
A confronto il progetto Air France – Klm approvato dal Consiglio di amministrazione di Alitalia nel marzo scorso e il piano Fenice, di questi giorni, per il “salvataggio” di Alitalia. Il paragone è impietoso nei confronti del secondo. Gli imprenditori della cordata hanno imposto condizioni che scaricano sui contribuenti tutti i costi (e i rischi) dell’operazione. E il Governo ha cambiato leggi dello Stato (legge Marzano e ammortizzatori sociali) sospendendo la normativa antitrust per venire loro incontro. E’ un precedente gravissimo. Il fondo dei depositi dormienti – istituito per le vittime dei grandi crash finanziari e già destinato a finanziare la social card – verrà utilizzato per indennizzare i possessori di obbligazioni e azioni della compagnia aerea.
In circostanze tutte da chiarire è morto il giornalista inguscio Magomed Yevloyev, fondatore del sito ingushetia.ru.
Di ritorno da un viaggio a mosca è stato fermato dalla polizia appena dopo l’atterraggio. Durante il viaggio in una auto della polizia, è stato colpito alla tempia da un’arma da fuoco.
La linea politica del giornalista era critica nei confronti del governo filo russo inguscio.
Scaturiscono diverse riflessioni da questa morte. Innanzitutto viene da pensare alla situazione politica e sociale che vivono le popolazione che facevano parte dell’ex blocco sovietico. Il conflitto georgiano ha contribuito a fare venire alla luce una situazione piuttosto preoccupante.
Fino a pochi mesi fa, gli esperti di realpolitik tendevano a definire le contraddizioni della politica russa come fisiologiche: la Russia è una democrazia giovane, sta metabolizzando velocemente il suo passato, le morti sospette e i colpi di mano nella politica interna sono le inevitabili scorie di questo processo. Ma l’atteggiamento russo sembra avere poco a che fare con le democrazie europee. Che strada sta realmente imboccando la Russia?
Non ero a conoscenza di questo sito internet ingushetia.ru, per ovvie ragioni linguistiche e perchè non si parla mai di questi territori “sperduti”. E’ molto interessante scoprire come Magomed Yevloyev, utilizzando internet, sia riuscito a costruire una voce indipendente ed influente in un paese economicante arretrato e politicamente vassallo della Russia.