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Ho apprezzato il discorso di Marino. Che stimo come persona.
La Serracchiani non mi ha mai convinto fino in fondo. Le sue parole di comune buon senso (almeno le prime, che tanti di noi avrebbero voluto dire in un simile palcoscenico) denotano però tutto l’impasse nuovistico che tiene in stallo il PD da quello sciagurato ottobre.
Avverto il bisogno di un partito organizzato. Nè nuovo nè vecchio. UN PARTITO.
Di luoghi di discussione e confronto reali, dove si vota e si decide.
Il ”ragazzo” su cui punto è solido. Si chiama Pierluigi.
Repubblica
Sole 24 Ore
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La Direzione Nazionale del Partito Democratico ha approvato il regolamento che stabilisce tempi e modi c on i quali il Partito Democratico arriverà all’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico con la Convenzione Nazionale dell’11 ottobre e le primarie che si terranno il 25
…lo commentiamo insieme?
Vai al Regolamento
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CAOS, Centro per le Arti Opificio Siri – Terni
28 marzo – 10 maggio 2009
http://www.civita.it
www.indisciplinarte.it
UN GROSSO IN BOCCA AL LUPO AGLI AMICI MASSIMO E LINDA!
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Nel segnalare un’iniziativa interessante apparsa su facebook relativa “all’8 per mille” (Scriviamo al Parlamento per destinare l’8 per mille alle famiglie indigenti) colgo l’occasione per ricordare a tutti cosa sia e come funzioni:
Come otto per mille viene definito il meccanismo con cui lo Stato italiano ripartisce in base alle scelte dei contribuenti l’8‰ dell’intero gettito fiscale IRPEF fra lo Stato e diverse confessioni religiose, per scopi definiti dalla legge.
Va notato che la scelta espressa con la firma non determina direttamente la destinazione della propria quota di gettito fiscale, ma quella di una quota media uguale per tutti i cittadini. Lo Stato calcola l’importo totale delle entrate dovute all’IRPEF e da questo importo totale scorpora l’otto per mille; poi calcola il numero totale di firme e le percentuali di queste firme attribuite ai vari enti; infine ripartisce l’otto per mille tra gli enti in base alle percentuali delle firme espresse. In questo modo le firme di tutti i contribuenti hanno lo stesso peso, indipendentemente dal loro reddito.
Anche l’otto per mille dell’IRPEF di chi non firma viene comunque redistribuito tra cinque dei sette enti contendenti (vedi più avanti), secondo le percentuali calcolate in base a chi ha espresso una scelta.
Il funzionamento, quindi, è simile a quello di un referendum sulla destinazione del gettito complessivo sia per quanto riguarda i voti espressi (parità di efficacia di tutti i voti qualunque sia il censo del contribuente) che per i voti inespressi (inefficacia dell’astensione).
L’aspetto più controverso dell’8 per mille è la ripartizione delle scelte inespresse. Tale ripartizione è attualmente effettuata secondo un criterio proporzionale rispetto alle scelte espresse. Questo criterio, che secondo le principali critiche violerebbe di fatto il principio di equo sostegno alle confessioni religiose su cui avrebbe dovuto basarsi il sistema dell’otto per mille, fu definito già nel 1984 “una mostruosità giuridica” dallo storico Piero Bellini in un suo articolo per Il Sole 24 Ore, e criticato da diverse personalità del mondo laico e dello stesso mondo cattolico, compreso l’ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
Secondo molti critici il sistema si configura dal punto di vista giuridico come una sorta di votazione su una imposta (in cui chi non ha espresso una preferenza non viene considerato). Il fatto che i cittadini non possano esprimersi direttamente su una imposta, infatti, è un fatto ampiamente acquisito nella civiltà giuridica dei paesi occidentali, e anche la nostra Costituzione vieta espressamente referendum in materia tributaria e di bilancio (art. 75). L’analoga iniziativa del Cinque per mille, che ha lo scopo di finanziare la ricerca ed il non profit, prevede che in caso di non espressione di una preferenza il gettito venga incamerato dallo Stato: in questo modo il cittadino può disporre soltanto del 5×1000 calcolato sulla propria IRPEF, e non influenza in alcun modo l’utilizzo del denaro di chi non ha espresso preferenza.
http://www.facebook.com/video/video.php?v=1084378000612&ref=nf#/group.php?gid=59568161051&ref=nf
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Università, innovazione, ricerca: le tre direttrici dello sviluppo. Questo il tema del programma televisivo “Terni Siamo Noi” promosso dall’associazione CittAperta. Al dibattito, coordinato dal giornalista Alberto Tomassi, intervengono Cecilia Cristofori, docente universitario facoltà Scienze Politiche, Andrea Terenzi, ingegnere, ricercatore Centro europeo per le nanotecnologie dei polimeri, sen. Leopoldo Di Girolamo, parlamentare del Partito Democratico. “Terni Siamo Noi” andrà in onda questa sera su Tele Galileo, venerdì 13 marzo, alle ore 22.30 e, in replica, domani alle 15.45 e alle 21.
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Il sen. Leopoldo Di Girolamo interviene venerdì prossimo alla trasmissione di Tele Galileo “Terni siamo noi” condotta da Alberto Tomassi. Al dibattito televisivo che verrà trasmesso venerdì 6 marzo alle 22.30 e, in replica, sabato 7 marzo alle 15.40 e alle 21, saranno presenti i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil di Terni Lucia Rossi, Faliero Chiappini, Gabriele Nardi.
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Happy hour nell’ambito del Festival Stravalentino ieri sera al pub dell’Auditorium Don Bosco di Terni.
Tema della serata “microfoni aperti (e mal funzionanti) sugli eventi valentiniani e la politiche culturali della città”. Seduti l’uno accanto all’altro i 5 candidati alla prossime amministrative (ma ad oggi non sono solo due gli “ufficiali”?): Leo di Girolamo – PD, Antonio Baldassarre – lista civica Rinnoviamo insieme Terni, Massimo Valigi – lista civica, Leo Venturi – Terni Oltre e Enrico Melasecche – UdC.
Una sedia aggiunta in più per Eros Brega così tanto per gradire. Ma forse – voglio sperare – sarebbe stata destinata all’assessore in carica agli eventi valentiniani Trivelli (???) ed un’altra lasciata nel retro bottega per Monsignor Paglia… ma si sa tra parenti serpenti i panni sporchi si lavano in casa!
Ad animare la serata tra i tavoli gonfi di applausi telecomandati Michela Trevisan e Arnaldo Casali, bravi nel far rispettare le regole del “musichiere” insieme a Riccardo Leonelli.
In una atmosfera per certi versi da Ecce Bombo in cui i personaggi si ancorano a parole chiave già sentite per storia politica/personale – conti e risorse (Melasecche), partecipazione alla programmazione (Venturi), mettere al centro la persona (Valigi..che lo ha ripetuto più volte, probabilmente perché timoroso che “ciancicando” in continuazione la gomma da masticare non si fosse sentito bene!), merito e talento più o meno autoctono (tutti) – ottimo l’incalzare sugli aspetti del “come” da parte del cerbero oste Casali.
Irrompe sulla scena a mo’ di one man show di altri tempi Baldassarre (classe 1940. Mi chiedo: in un ipotetico doppio mandato chiuderà a 80 anni?) che snocciola con verve oltre al suo CV ed ai fallimenti locali (di cui tra l’altro non sembra conoscere un granchè, vabbè ma abita solo a Terni, mica ci vive no?) delle soluzioni progettuali di “lungo respiro” e dal sicuro successo: dare a Giannini gli studios di Papigno per il suo nuovo film ed un direttore artistico “controllato” da una commissione tecnica e dalla Giunta….mi ricorda tanto la il periodo della sua presidenza Rai e dell’editto bulgaro berlusconiano, momenti di alto dibattito culturale nel paese… ma forse sono solo i miei prosecchini mi annebbiano i ricordi e la percezione. O i troppi salottini e the del candidato sindaco.
Altre soluzioni per le manifestazioni valentiniane? Il mix pubblico privato (tutti, anche per le politiche culturali in genere), l’associazione (Venturi, Brega…ovviamente in campo anche la sua Fondazione), il bando pubblico (Venturi, Valigi), il direttore artistico (Baldassarre, Melasecche… che qui combina una bella gaffe sulla mostra già calendarizzata dall’assessorato alla cultura su Pier Matteo d’Amelia, ma anche il “sempre candidato e tribuno perugino di Terni” può sbagliare, per troppo valentiniano amore s’intende!). Più articolata la posizione di Di Girolamo che non esclude, in un quadro di difficoltà di attivazione delle risorse economiche, la possibilità della coesistenza di differenti strumenti in campo quali l’associazione, le sponsorizzazioni, la figura del direttore artistico: “nell’identità culturale di Terni devono avere diritto di cittadinanza tutte le culture attraverso una moltepilicità di eventi” da organizzare e promuovere nell’ambito della programmazione regionale (tra gli avventori del pub Don bosco si era all’improvviso manifestato in tutte le sue vesti intrise di provincialismo il fantasma della sudditanza psicologico/culturale verso Perugia…no comment!) e sulla base di un tavolo al quale devono sedere tutte le associazioni che partecipano alla vita culturale della città; un bando, infatti, spesso arma solo chi più già attrezzato per competere. Perché non esistono culture elitarie e popolari, esiste la cultura.
Ottima la chiosa del buon Leonelli che mette una pezza agli strali (un po’ avventati lo ha riconosciuto anche lui stesso ad onor del vero) di Baldassarre – sull’ “ignoranza al potere”, sul “mercatismo speriamo in buona fede “, sul “meglio acquistare un buon Guercino che una patacca contemporanea”, sulle avanguardie presuntuose e irrispettose- ribadendo che la cultura deve essere di tutti e che “la pipì addirittura sul pubblico l’ha fatta anche Carmelo Bene 40 anni or sono”!
Suona la campanella, termina già l’happy hour, la birra è finita…frastornati tutti a casa a cenare e sbirciare un altro Festival…Sanremo.
Con buona pace della cultura!
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Dal 49 al 46 posto secondo il Rappporto del World Economic Forum (consultabile anche in modo interattivo per facilitare comparazioni…) 2008 – 2009.
Ci troviamo dietro nazioni del calibro di Barbados e Giordania. Rallegriamoci possiamo ancora peggiorare: il campione era di 134 nazioni.
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Consigli e suggestioni non per gli acquisti ma di informazione/formazione per i futuri amministratori ed i loro staff:
1) Dal 21 al 23 gennaio 2009 a Modena si terrà la prima edizione di ParteciP.A. il salone della Democrazia Partecipativa.
Workshop formativi, presentazione di esperienze partecipative e un Convengo basato sullo schema dell’Open Space Technology per permettere l’incontro e la discussione tra operatori, amministratori e professionisti.
Tante città hanno attivato percorsi di partecipazione…da noi non se po’ fa?
2) Perchè non ipotizzare come hanno fatto 13 realtà italiane (Venezia, Trento, Bolzano, Trieste, Genova, Bologna, Ravenna, Roma, Napoli, Lamezia Terme, Palermo, Catania e Torino) di realizzare un Urban Center? Gli urban center sono una realtà operativa in molte grandi città e in forte espansione sul territorio nazionale. Sorti per volontà degli Enti Locali (nella quasi totalità dei casi i Comuni) hanno lo scopo di istituire, promuovere e comunicare processi decisionali legati alla rigenerazione delle aree, avvicinando i cittadini ai temi della trasformazione urbana, coinvolgendo gli addetti ai lavori e ampliando la base di condivisione e consenso dei processi di trasformazione. A fianco di questa attività (principale e comune a tutti gli urban center), vengono affiancate altre legate alle peculiarità dei singoli territori, quali le attività di accompagnamento nei progetti, di monitoraggio, di realizzazione dei piani strategici.
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L’ “osteria amministrative” Terni sembra affollata soltanto di confusione.
Proviamo a riassumere…
Tavolo PD: mentre si immolano alla causa delle primarie Bolletta, il giovane Cristian Mannoni (ieri armato in Piazza della Repubblica di megafono..) e l’assessore Pileri…il Senatore Di Girolamo torna sui suoi passi e si candida a Sindaco. Oggi in conferenza stampa spiegherà il motivo del ripensamento. E l’idea di città? Rossi lo incalza. Gli ex margherita chiedono “pacatamente” la Provincia..
Tavolo “io ballo da solo, ma solo se mi accompagnano tutti”: Pardini strizza l’occhio alla società civile, all’UDC, all’IDV, a Venturi. Pochi gg fa ricorreva il decennale della scomparsa di Fabrizio De Andrè (“la chiamavano Bocca di Rosa metteva l’amore, metteva l’amore…”).
Tavolo etico: l’IDV stringe Patti Etici..oddio stringe Patti.
Tavolo Terni Oltre: disegna poster per la città e va in bicicletta a Tele Galileo per farsi intervistare. E “avverte”. Capta l’umore della città.
Tavolo PdL: lista Baldassare…c’è o non c’è? L’osteria è quasi piena se non arriva nessuno viene tolta la prenotazione e si siede chi capita.
Il popol(ino) di Facebook intanto segue sbigottito gli eventi e si organizza buttando giù proposte, chi lo ascolterà?
UN SINDACO UNDER50 anche a TERNI
TERNI è IL SUO FUTURO
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