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Dopo Biografia di una città. Terni, storia e racconto (di circa 20 anni fa…a mio avviso splendido) Alessandro Portelli ha pubblicato per Donzelli nel 2008 Acciai Speciali. Terni, la TyssenKrupp, la globalizzazione

Sintesi
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Il 29 gennaio 2004, la multinazionale tedesca ThyssenKrupp annuncia la chiusura del reparto magnetico delle Acciaierie di Terni. Con sorpresa di tutti, una città che da tempo pensava di essersi tolta di dosso l’identificazione con la fabbrica e cercava – senza trovarle – identità alternative, si mobilita immediatamente attorno agli operai. Settimane di picchetti, blocchi stradali, solidarietà e preoccupazione: scene che a Terni si erano viste solo mezzo secolo prima, nella rivolta seguita ai tremila licenziamenti del 1953. Questo libro parte da quei giorni per raccontare in presa diretta, con gli strumenti della storia orale, della partecipazione osservante e della passione politica, le trasformazioni di una città industriale nell’era della globalizzazione. Ascolta i cambiamenti del mondo operaio – dalla tragica dismissione degli impianti di Torino alla piena espansione dell’acciaio indiano -, l’intreccio di culture del lavoro e culture giovanili, di linguaggi sindacali e linguaggi calcistici, di senso di classe e di impulsi nazionalistici, in una forza lavoro radicalmente cambiata, capace al tempo stesso di profondo oblio e di sorprendente memoria.

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di A. Bergonzoni

I pensieri non sono problemi son creature
Cercare il fuori luogo e l’oltre modo
Lo scrittore è uno scritturato
C’è un tempio fra le tempie
Infinire
Che l’Occidente si orienti
Non avere coraggio per sapere, tenerne per capire
Non credere nelle radici ma allungarsi coi rami
Captare allucinazioni sempre in perfetto stato di lucidità
Scoprire se sulla terra c’è vita
Immedesimarsi
Coltivare desideri preterintenzionali
Intercettare l’invisibile
Indossare corpi altrui
Inaudito avulso astratto
Non posseder ma essere posseduti
Lasciatevi incontrare in continuazione
Smarrire la strada (così la troverà qualcun altro)
Nevicatevi
Reincarnare reincarnarsi
Baciare a strascico
Meno pazienza più trascendenza
Predirsi prima dei futuri
Farsi portare dall’invento
Eventualità estreme e illimitate, contemporaneamente
Se si è fuori di sé avvertirne il dolore
Differir tra religione e spiritualità
Non sperare in faccia a nessuno
La passione sia energia, mai solo una giustificazione
Rubarsi
Guardare la tv ma non accenderla
Invidiar sé stessi
Abbassare di molto i toni della tradizione
Imitare solo in caso di nulla
Pilotare l’indiscusso
Porre le basi per avere altre altezze
Fare il mare
Rammentare che parodiare è da parodiabili
Elevarsi alle ennesime potenze
Smetterla di sentirsi un Dio ma cominciare ad esserlo
Mai confondere velocità con fretta
Cantar solo incantando
Aprimi cielo
Prendi paura (e portala via)
Un figlio nasce, non “si ha”
Prima del cittadino e dell’uomo viene l’essere
Meno orgogliosi più rigogliosi
Conosci tre stesso
Usare solo bombe boomerang
Prevenire le metastasi culturali
Aver cura del proprio metafisico
Basta sfide
Ogni giorno fare detestamento per non accontentarsi
Esser “capaci” (nel senso di contenere il più possibile)
Saper cosa dire quando si deve tacere
Entrarsi
Cogliere la differenza tra scienza e coscienza
Morti si nasce vivi si diventa
Uscire dal Curassico (epoca dell’unica medicina)
Il genio non ha patrie
Lasciare l’ironia a chi non ha altre doti
Complesso non vuol dire complicato
Bisogna potere
Inasprire l’appena
Salviamo il baleno
Detonare
Volarsi molto bene
Cosmo universo terra
Provare ad essere stranieri
Più sovrumani, non più umani (dobbiamo diventare)
Meno creanza più creato
Usare il cavallo di Gioia per entrare
Ribellarsi (rivolere il bello)

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La lettera di Irene Tinagli uscita su “il Riformista”. 21 nov 2008

Caro Walter,
ti scrivo perche’ ho deciso di dimettermi dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacita’ del PD di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva detto di voler fare un anno fa. Un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti piu’ cruciali per la crescita del paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il PD. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il PD si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del PD su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i piu’ scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. E’ questa la linea nuova e riformista del PD? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti certe logiche di funzionamento anziche’ difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.
La mia delusione e’ tanto piu’ forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del PD e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalita’ di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (cosi’ mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del PD non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso ne’ me ne’, credo, le altre persone gia’ molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo pero’ come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto chiasso sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non e’ cambiato niente.
Inneggiare al cambiamento, all’idea di una societa’ e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su cio’ che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudichera’ per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilita’. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilita’ delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilita’ di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.

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In attesa dell’Armageddon…

La candidatura di Loriana Stella alle primarie per il Comune di Orvieto getta lo scompiglio nella guerra tra bande per la lotta finale tra ex DS “pigliatutto” ed ex Margherita. Mentre rimane sullo sfondo l’eco shakesperiano “Pardini o non Pardini”…si rilancia il gioco delle coppie: Di Girolamo/Polli, rispettivamente al Comune e Provincia (e Paparelli?) o Rossi/Liviantoni? Già tutto deciso? E le primarie? Ed i delusi? Chi sta fermo un giro?

Qualche illuminato avventore del Bar mormora che la vera innovazione, la vera discontinuità, sarebbe che qualcuno tornasse al lavoro precedente. Ma viene subito ridotto al silenzio.

E le rispettive idee di città e di staff dove sono???

Nel frattempo si rumoreggia (neppure tanto!) di una spedizione Finocchio/Di Girolamo alla corte di Micheli, il quale avrebbe ancora una volta nicchiato ad una eventuale, strategica negli equilibri dello scacchiere, “discesa in campo”.

Grandi manovre anche sul fronte coordinamento provinciale…si scalda la Massarelli e si tira fuori Montagnoli.

Sull’altra sponda, apettando Baldassarre, si decide sull’espulsione di Melasecche da Rinnoviamo Insieme Terni e si registra l’attivismo dell’associazione in orbita UdC Ternani per Terni.

Tutto chiaro no?

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Si terrà in Via Mazzini Venerdì 14 Novembre alle ore 21,00 l’Assembela fondativa dei Giovani Democratici del Comune di Terni.

Un altro appuntamento da segnalare è quello con le primarie per l’assemblea nazionale costituente dei GD; le votazioni si svolgereanno il 21/11 dalle 8 alle 23 sempre in Via Mazzini (un in bocca al lupo all’amico di Punto Democratico Francesco Filipponi che si è candidato!)

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Melasecche va da solo…e nessuno lo ferma.

Di Bartolo (IdV) presenta il Patto etico, un programma per Terni e per l’Umbria…

 

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Vi va di vederci per una birra Domenica 9 Novembre…così vediamo come vanno a finire un po’ di cose e ci scambiamo le opinioni su quanto accaduto?

Si accettano proposte per un luogo non troppo chiassoso dove si riesca a parlare senza urlare!

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Coincidenze sanitarie.

Mentre l’assessore Boccolini avverte un malore in Romania scende in campo per il PD il cardichirurgo Pardini?

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Al via il programma Mille Talenti

da www.gioventu.it

Il Ministro della Gioventù in collaborazione con il Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, on. Renato Brunetta, ha istituito un tavolo di lavoro congiunto per la realizzazione del programma “Mille Talenti”.
L’idea nasce da un libro di Roger Abravanel intitolato “Meritocrazia”, e contiene il proposito di formare e valorizzare 1000 giovani italiani da inserire nella pubblica amministrazione. 
Il piano dovrebbe essere strutturato in diversi programmi, coordinati fra di loro attraverso la selezione progressiva dei migliori 10, 100 e 1000 giovani laureati italiani, sulla base di un apposito test nazionale. Naturalmente, con il coinvolgimento della Scuola Superiore di P.A. L’obiettivo è quello di realizzare tre gruppi che ricevano adeguate borse di studio, una formazione eccellente e prospettive di carriera adeguate, per poter essere da subito inseriti nelle amministrazioni centrali e periferiche, nazionali ed internazionali.
Al presidente del Consiglio dei Ministri dovrebbe essere data, infine, la possibilità di creare tra i dirigenti selezionati una propria task force di giovani talenti di cui servirsi per la soluzione delle emergenze. Si tratta della cosiddetta Delivery Unit sperimentata con successo in diverse nazioni europee.

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Le squadre continuano ad animare il mercato e “radio serva” in attesa di svelare gli attesi programmi per la conquista della città si accontenta di registrare che: Di Bartolo vestirà la casacca dell’IDV, Venturi cerca di ingaggiare l’assessore ai servizi sociale Pacifici ed il difensore civico Robatto ed intanto mentre il PD continua a “statuteggiare”,  si registrano prime frizioni tra Baldassarre (che vorrebbe una lista civica vera) e Melasecche.

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