Archivio per la Categoria “Io ci punto e tu?”

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O ticket Serracchiani-Marino…

Nell’un caso o nell’altro, insieme sarebbero capaci di sbancare le primarie del PD.

E di rappresentare la parte migliore dell’Italia, stanca della mediocrità berlusconiana.

Che dite, è solo un sogno?

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IgnazioMarino1A volte basta poco per essere convincenti. Basta essere razionali e coerenti, appassionati senza troppa retorica e convinti delle proprie idee e delle proprie emozioni. Basta avere il coraggio di dire che chi non crede nell’uguaglianza dei diritti se ne può anche restare a casa. Basta avere la forza di dire che è una vergogna ricacciare dalle nostre cose navi cariche di disperati, senza avere pietà nemmeno per le giovani ragazze incinte che su quegli stessi barconi finiscono per morire nell’indifferenza generale.

Basta avere la voglia di ricordare che un partito di sinistra non può non farsi carico della vita infame a cui costringiamo migliaia di lavoratori precari (non solo giovani) e che insieme alla questione settentrionale bisognerebbe ricordarsi che un Paese civile non può obbligare migliaia di persone ogni anno ad attraversare la penisola verso nord per avere un’assistenza sanitaria decente.

Il futuro del PD non può prescindere da persone come Ignazio Marino, che rappresentano con grande dignità (parola assai rara in questi tempi cupi) la parte migliore dell’Italia.

Speriamo che il Congresso sia l’occasione per far emergere le migliori intelligenze che può vantare il PD: perché l’intelligenza tout court – non solo quella politica – dovrebbe tornare ad essere considerata un valore.

Sono convinto che un ticket con la Serracchiani darebbe davvero al PD la possibilità di rappresentare la parte migliore del Paese.

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Che danno sugli schermi del Partito Democratico a pochi mesi dal congresso, dopo aver incassato con classe una discreta batosta elettorale (il 26%, del resto, non si può chiamare altrimenti…)?

In cartellone c’è un classico, neanche troppo d’essai. E’ “L’eterna sfida all’OK Corral”, con Massimo D’Alema e Walter Veltroni, avvinghiati in una lotta senza fine, senza quartiere e senza costrutto, che dura ormai da quando avevamo i pantaloni corti. E ancora oggi, bolsi e sdruciti come Mickey Rourke in “The Wrestler”, suonati da un quindicennio di sconfitte, recitano per una platea sempre più stanca la replica ammuffita del loro scontro.

don camillo L’unica novità offerta dal copione è che questa volta i due contendenti, non potendo metterci la faccia appesantita dalle troppe disfatte, si apprestano ad una lotta per interposta persona. Ed ecco profilarsi lo scontro a dire il vero poco titanico (salvo legare l’aggettivo all’idea di una nave che affonda) tra Franceschini “Monsignore ma non troppo” e l’ex trinariciuto Bersani, con la possibilità di un terzo incomodo, che molti scommettono essere Chiamparino “terzo uomo”, pronto a portare sul campo di battaglia niente poco di meno che la questione settentrionale (massì, copiamo un altro slogan alla Lega, che porta fortuna!).

Cresce lo sgomento al botteghino, fredda la critica, semplicemente raggelato il pubblico. E allora c’è rimasto qualcosa o qualcuno in cui sperare? Si dà il caso che la storia si diverta a scegliere in modo beffardo i suoi protagonisti (sarà per questo, come si sa, che la storia dà i brividi…).

E un giorno abbiamo visto una giovanile signora con meno di quarant’anni (qualcuno direbbe una “giovane”), alzarsi in piedi in un dibattito e dire: “La Corazzata Potemkin è una cagata pazzesca!” A seguire: 92 minuti di applausi, un impazzimento generale nella rete, un gruppo di fan su Facebook da far concorrenza ad Obama e un’elezione a suon di preferenze al Parlamento europeo. Fantozzi_Corazzata_Potemkin

Debora Serracchiani segretaria del PD: ecco un film che varrebbe la pena di vedere. Il plot è classico ma avvincente, con la giovane e preparata avvocatessa che, in nome di una generazione tenuta ai margini del potere in ogni campo, sfida la gerontocrazia e, spinta dall’entusiasmo di migliaia di coetanei che si contagiano sul web, vince le primarie del Partito Democratico. Lo so che somiglia molto ad un recente successo hollywoodiano (“Indovina chi va alla Casa Bianca?”), ma se ha funzionato in America, perché non dovrebbe funzionare qui?
Insomma, per rispondere alle sollecitazioni di Roberto e di altri amici: perché non proviamo a ripartire da Debora? Che ne pensate?

debora

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Può sembrare incredibile. Siamo nel bel mezzo di una crisi globale che ha messo seriamente in discussione i dogmi del neo liberismo rampante e del capitalismo iper-finanziarizzato. Gli Stati Uniti hanno eletto un Presidente schiettamente, apertamente e magnificamente “di sinistra”, che fa della rivoluzione verde, del pacifismo e della difesa della mddle class i suoi punti di riferiento. Nonostante questo la vecchia sinistra della vecchia Europa arretra quasi dappertutto.

Come spesso accade  nel bel mezzo della crisi molti elettori cercano ricette di destra, di più corto respiro, certamente meno complesse e forse per questo più rassicuranti. Va notato, però, che la sinistra meno tradizionale (da Cohn Bendit in Francia ai Verdi tedeschi) aumenta nettamente i propri consensi, raccogliendo con nettezza le sfide dell’ecologia, della nuova politica energetica, della vivibilità dei centri urbani, dei diritti individuali e dell’integrazione dei migranti.

Sarebbe dunque sbagliato porsi in una prospettiva “geometrica” e chiedersi se la sinistra europea debba andare più al centro o più a sinistra. Sarebbe invece utile studiare davvero il “caso Obama”, per capire come il fronte progresista può raccogliere davvero le sfide della modernità, senza tentennamenti, lanciando messaggi chiari e innovativi, rompendo con le tradizioni più arcaiche della sinistra continentale, ma avendo il coraggio di lanciare messaggi chiari, comprensibili e non paludati.

Soprattutto bisognerrebbe smetterla di inseguire eternamente la destra, facendosi portare sul suo terreno di battaglia. Bisogna invece trovare messaggi forti da contrapporre: alla paura dello straniero dobbiamo contrapporre la bellezza di una multiculturalità ordinata, al bellicismo destrorso il coraggio del dialogo internazionale, alle smanie nucleariste di ritorno le opportunità della rivoluzione verde, ad un’etica conservatrice e retriva una laicità rispettosa delle diversità di ciascuno.

E’ ovvio: per rinnovarsi occorrono donne  e uomini nuovi. A chi ha gestito la sinistra europea (e italiana) negli ultimi anni, va chiesto con nettezza un ultimo atto di coraggio: farsi da parte.

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Eccoci in vista delle elezioni europee, ma come ci stiamo arrivando?
Tanto per cominciare l’attenzione dell’opinione pubblica, dei media, e della politica e’ tutta concentrata sui fatti privati del Presidente del Consiglio. Prima di iniziare a scrivere questo articolo ho fatto un giro sul sito del Partito Democratico, mi sono trovato di fronte alla hot news: Apicella in missione? (Vedi immagine)
home partito democratico su Apicella
Vista la situazione economica senza precedenti in cui ci troviamo, possibile che non si trovi prioritario discutere dell’Europa che vogliamo?
Inoltre, non si può certo dire che l’Unione europea goda di ottima salute, gli stop alla ratifica della costituzione e del Trattato di Lisbona hanno segnato un seria battuta d’arresto al processo di rafforzamento politico dell’Unione. Inoltre sembra che gli elettori dei paesi dell’Est non abbiano intenzione di correre alle urne, si stima un’affluenza media del 30%, anche se gran parte delle popolazioni si ritiene soddisfatta della presenza nell’Unione europea.
Questo e’ uno dei primi successi dell’Unione: che cosa sarebbe successo ai paesi dell’Est se si fossero trovati ad affrontare questa crisi fuori dall’Unione europea, costretti tra l’Occidente e l’”influente” Russia?
Per quanto ci riguarda, come avremmo potuto reggere la globalizzazione dei mercati e la successiva crisi con la vecchia Lira?
Grazie all’Unione europea possiamo affrontare una crisi come questa con una base economica forte, e senza il pericolo di instabilità politiche continentali. Scontato? non tanto visto che dopo la crisi del 1929 si arrivo’ alla Seconda Guerra Mondiale.
Se vogliamo andare a rappresentare l’Italia in Europa da europesiti credo che questi siano fatti da ripetere fino allo sfinimento! Non sono conquiste per niente scontate e vanno continuamente consolidate!
Se poi volessimo proporre anche qualcosa, ho trovato un interessante spunto leggendo una dichiarazione di Romano Prodi sugli Eurobond:

“… Li avevo proposti sul Financial Times parecchio tempo fa. Son d’accordo perché gli eurobond sono uno strumento come un altro, ma hanno un particolare: danno l’idea agli speculatori che se tenteranno di attaccare uno dei paesi, tutta l’Europa risponderà. E questo politicamente è un’altra cosa”. Oltre a fermare la speculazione, gli Eurobond come potrebbero essere investiti? Romano Prodi: “Si è parlato di alcuni grandi progetti europei, come l’economia verde. Se si indirizza il ricavato degli Eurobond in questa direzione…”.

Quindi usare uno strumento finanziario stabile e sicuro, per far ripartire l’economia continentale e dare una svolta decisiva verso un futuro piu’ eco-sostenibile. Mi sembra un interessante punto di discussione.
Abbiamo un cosi’ grande strumento politico… ma i nostri politici appaiono cosi’ piccoli.

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Riceviamo e pubblichiamo il lancio di es.terni 2008.

In particolare mi preme di sottolineare l’editoriale del sito di riferimento (www.exsiriterni.it), che condivido pienamente (anche se ci butterei dentro una rivolo di cinica valenza economica!).

Rischiamo tutto.

Scommettiamo su Terni, sulla sua comunità e sulle potenzialità di una città geneticamente contemporanea.

Scommettiamo su di noi, sui cervelli della nostra generazione, intelligenze ancora libere, menti avventurose.

Scommettiamo su una generazione di artisti giovani e determinati, ma anche disancorati e fragili.

Scommettiamo sul grado massimo di esposizione.

Scommettiamo sulla rete, sulla condivisione, sulla partecipazione dal basso.

Scommettiamo sul sincretismo artistico, sullo sguardo multiplo, sui fermenti scenici internazionali, sul coinvolgimento emotivo del pubblico.

Scommettiamo sul rito collettivo dell’arte.

Scommettiamo sulle idee e sull’immaginazione.

Scommettiamo sulla qualità.

Rischiamo il rinnovamento.

E vi invitiamo ad accompagnarci.

11 giorni e 30 artisti tra italiani ed internazionali, emergenti e affermati per l’appuntamento più importante in Umbria con la contemporaneità e la sperimentazione della scena teatrale.

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da Agenzia Umbria Notizie:

In Umbria si potranno presto acquistare detersivi alla spina e latte sfuso e ci si potrà rifornire di acqua frizzante alle fontanelle pubbliche. Sono le tre azioni che, per limitare l’impatto dei rifiuti sull’ambiente, propone il progetto “Percorsi innovativi di riduzione dei rifiuti alla fonte”, la cui promozione è al centro del protocollo d’intesa siglato oggi a Palazzo Donini tra Regione Umbria, Province di Perugia e Terni ed “Ecologos”, ente che svolge ricerca scientifica e ambientale a livello locale e internazionale. Hanno firmato l’accordo l’assessore regionale all’Ambiente e allo sviluppo sostenibile Lamberto Bottini, gli assessori provinciali all’Ambiente Sauro Cristofani (per la Provincia di Perugia) e Fabio Paparelli (per la Provincia di Terni), e la presidente di “Ecologos” Cinzia Vaccaneo.
“La Regione – ha detto l’assessore Bottini – è impegnata a dotare l’Umbria del nuovo Piano regionale dei rifiuti e, come già stabilito nel Documento preliminare per il nuovo Piano regionale dei rifiuti, ha individuato nella diminuzione della quantità dei rifiuti prodotti e nell’incremento del livello di raccolta differenziata, che dovrà raggiungere la quota del 65% entro il 2013, i cardini della propria politica di gestione. È indispensabile, non solo per adempiere alle direttive comunitarie – ha aggiunto – che si inverta il trend attualmente registrato in tutta Italia per la produzione dei rifiuti, in crescita annualmente in Umbria del 3-4 per cento. Nonostante la Regione non abbia strumenti normativi per incidere sulla limitazione degli imballaggi, con questo progetto vuol dare il suo contributo, promuovendo e attuando le buone pratiche proposte da ‘Ecologos’ e sperimentate, in parte, finora solo in Piemonte e Lazio”. Fondamentale il coinvolgimento dei cittadini: “Con l’intesa sottoscritta oggi – ha detto l’assessore Bottini – li invitiamo a compiere piccole e virtuose azioni, mettendo loro a disposizione sul territorio regionale ‘dispenser’ di detersivi fluidi di qualità, distributori di latte fresco e fontanelle che erogano acqua proveniente dagli acquedotti umbri, anche frizzante. Nuovi servizi resi possibili grazie alla disponibilità degli operatori della grande distribuzione, che non solo permetteranno di limitare l’impatto degli imballaggi, ma garantiranno anche un risparmio alle famiglie”.
In base all’accordo, la Regione Umbria coordinerà l’intero progetto e gestirà l’installazione delle fontanelle pubbliche di acqua frizzante, la Provincia di Perugia è impegnata per la vendita del detersivo alla spina (con otto distributori, 5 dislocati in provincia di Perugia e 3 in quella di Terni), la Provincia di Terni per la vendita del latte sfuso (con 3 distributori collocati nella provincia di Terni e 5 in quella di Perugia). Nei principali centri della regione, a luglio è previsto l’avvio della distribuzione di detersivi alla spina, mentre a dicembre si potranno acquistare latte sfuso e acqua frizzante dalle fontanelle pubbliche.
“Sono già stati attivati i primi tavoli di lavoro – ha sottolineato l’assessore provinciale di Perugia Sauro Cristofani – e l’adesione e la collaborazione offerta da parte della grande distribuzione è stata ottima. Con questo protocollo – ha proseguito – vogliamo svolgere anche una funzione educativa, diffondendo il messaggio che ognuno di noi può compiere buone azioni per il rispetto dell’ambiente, senza rinunciare ai consumi e alla qualità dei prodotti. Un progetto – ha concluso – che porta in Umbria le buone pratiche attuate, ad esempio, nei Paesi Scandinavi, attraverso azioni che non sono vissute come imposizioni da parte dell’Unione Europea, ma rientrano tra le abitudini quotidiane. Cominciamo da queste tre azioni – ha concluso – convinti che potranno dare frutti positivi, con la volontà di costruire nuovi progetti per la riduzione dei rifiuti”.
“Anche la Provincia di Terni è pronta ad avviare il progetto – ha detto l’assessore Fabio Paparelli – dopo l’adesione convinta alle linee strategiche del nuovo Piano regionale dei rifiuti che, nel nostro territorio, si è già cominciato ad applicare. Anche in Umbria – ha proseguito – va segnato l’avvio di quella rivoluzione culturale che la riduzione dei rifiuti alla fonte rappresenta, nello stesso tempo contribuendo ad assicurare gli aiuti al consumo alle famiglie, in risposta alle esigenze espresse dalle associazioni dei consumatori”.
“Il progetto a cui diamo attuazione – ha detto la presidente di ‘Ecologos’ Cinzia Vaccaneo – è un progetto innovativo, anche per la sua gestione amministrativa, che porta l’Umbria in Europa ed è stato molto apprezzato dai partner europei della rete di ricerca ambientale. Siamo certi – ha detto ancora – che darà grandi risultati, sia sul versante della quantità dei rifiuti prodotti, dell’educazione e della formazione dei cittadini, del sostegno a una gestione dei rifiuti sempre più innovativa”.
Sul piano pratico, ha concluso la presidente dell’ente di ricerca, oltre alla riduzione degli imballaggi, il progetto permetterà una riduzione dei costi per le famiglie, con prezzi previsti da 90 centesimi a 1,10 euro al litro per i detersivi alla spina, di 1 euro al litro per il latte, e di 5 centesimi al litro per l’acqua. “Offerte vantaggiose – ha rilevato – e, per quanto riguarda il latte, contribuiamo a valorizzare la produzione locale”.

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Da blog a “sezione virtuale”. Da diario on-line a primo circolo on-line in Umbria del Partito Democratico. Fondato da un gruppo di giovani ternani, Punto Democratico nasce nel luglio dello scorso anno come associazione politico – culturale e come blog (www.puntodemocratico.it) per raccogliere, con l’ausilio della rete, energie e competenze da “portare in dote” al costituendo Pd.

Ora che la formazione politica guidata da Walter Veltroni sta per affrontare la sfida delle elezioni, Punto Democratico confluisce in essa utilizzando la strada più coerente con la sua natura: la trasformazione in circolo on-line.

Per la prima volta nella storia italiana, oltre a organizzarsi attraverso le tradizionali sedi territoriali, un partito elegge internet a luogo istituzionalmente di confronto e partecipazione politica.

Lo statuto del Pd parla chiaro:

“I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, ed in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”.

Un gruppo di giovani ternani ha così scelto di rispondere alla sfida affascinante di una politica nuova fatta anche attraverso sedi e strumenti nuovi. Punto Democratico si propone come spazio libero di dibattito e confronto sui temi della politica e dello sviluppo nazionale e locale. Uno spazio di partecipazione attiva e integrata alla vita del Pd.

Il circolo on-line è per sua natura non territoriale, e per questo motivo non è chiamato a eleggere rappresentanti del partito a nessun livello. Tutti possono aderire a Punto Democratico, indipendentemente dalla residenza e dalla nazionalità. Allo stesso tempo il circolo, nato da un’esperienza associativa locale, individua nel Pd umbro un diretto interlocutore e avrà nell’Umbria e nel suo sviluppo sociale, culturale e politico una tematica di privilegiato interesse.

E’ questo un modo per dare continuità all’esperienza di Punto Democratico, dandole una soggettività riconosciuta all’interno del partito e mettendogli a disposizione un prezioso luogo di discussione. Per partecipare ai dibattiti non è comunque necessario essere iscritti al Pd (anzi le voci critiche e fuori dal coro rimangono una risorsa preziosa per un confronto costruttivo), anche se lo scopo è dare la possibilità a tutti i frequentatori del sito di creare la prima community democratica dell’Umbria, che svolgerà le proprie discussioni e le proprie riunioni rigorosamente on-line.

Per iscriversi clicca su “Aderisci”, leggi la breve comunicazione e compila il form di pre-iscrizione.

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folla.gif Si possono reinventare le città?

Una domanda affascinante posta in una serie di Forum dall’Associazione culturale Indisciplinarte e dal Giornale dell’Umbria nell’ambito del progetto TERNI 2019 .

Ritengo che la risposta possibile (ed auspicabile) sia SI a patto di puntare sull’elemento trasversale ed aggregatore della cultura come infrastruttura del territorio e soprattutto che il livello politico – amministrativo coinvolga la comunità locale attraverso processi decisionali inclusivi.

La teoria economica più recente ci dimostra infatti che << le realtà urbane di medie e piccole dimensioni tornano a nuova vita grazie alla loro capacità di organizzare le relazioni a livello locale aprendosi al globale (sviluppo locale infatti non significa localismo autarchico!)…perché le idee ed i servizi si producono, processano, scambiano e vendono…>> (Arzeni, Oecd) e che il fuoco degli investimenti deve essere posto sia sulla valorizzazione degli aggregati di competenze originari di un territorio, sia sulla costruzione di un contesto attrattivo per il radicamento di quella c.d. “nuova classe creativa” di lavoratori che alimenta il processo di innovazione locale.

Tutti però devono sentirsi parte della produzione di conoscenza del territorio. Perché la libertà – partecipazione di Gaber dovrebbe tradursi anche in SVILUPPO.

Ma ciò può verificarsi solo se il nostro approccio con i vari problemi da affrontare superi una logica di tipo NIMBY – Not in my Back Yard (ossia il “Si faccia. Ma da qualche altra parte”) in favore di una logica PIMBY – Please in my Back Yard (Si faccia. A certe condizioni) salvaguardando in un colpo solo risultato dell’intervento, processo decisionale adottato e sostenibilità ambientale perseguita. Interessante a proposto l’intervista di forumpa.it a Patrizia Ravaioli Presidente dell’Associazione Pimby che ha stilato un vero e proprio Manifesto in merito.

L’operazione di audit della comunità locale può essere condotta con diverse tecniche (questo vale a maggior ragione all’interno dei vari soggetti organizzati come i partiti politici!), ognuna della quali adatta in relazione a particolari condizioni del contesto: Metaplan, OST, EASW, GOPP, Focus Group, Action Planning, Camminata di Quartiere, Brainstorming, Search Conference, Giurie dei Cittadini, bilancio partecipativo…tutte tecniche già entrate nella prassi comune all’estero (in particolare nel centro-nord Europa) ed in qualche caso testate nelle realtà più illuminate in Italia, dove i vari Consigli regionali – Toscana a parte – certo non si precipitano a scrivere leggi sulla partecipazione.

Una buona lettura in tal senso è “A più voci” di L.Bobbio Edizioni Scientifiche Italiane del 2004.

A più voci

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Per ossigenarci un po’ dalle diatribe da “primariette territoriali” e rimanere sui contenuti…

un interessante articolo tratto da punto-informatico.it di Gaia Bottà sulla messa on line di tutta la ricerca della prestigiosa Harvard.

Certo la tematica della ricerca universitaria e dell’innovazione presenta mille sfaccettature: dalla selezione dei docenti/ricercatori alla sempre in fieri costituzione di un’agenzia per la valutazione della didattica e della ricerca, dalla razionalizzazione dell’offerta didattica al marketing degli atenei, dall’attrazione dei talenti alle reali possibilità di stabilizzazione e creazione di percorsi per i ricercatori nel territorio, dal rapporto Università/Imprese alla politiche pubbliche ad hoc. Osservare che in una delle più blasonate (e costose) Università del mondo docenti e i ricercatori affideranno il frutto del loro lavoro ad un archivio online che sarà aperto a tutti, consultabile gratuitamente, affinchè la cultura fluisca anche al di fuori del circuito, fa riflettere veramente sul carattere globale della sfida e della necessità della conoscenza!

Avvertenze per la lettura: alla fine non effettuare ricognizioni sulle anagrafi della ricerca italiane, potreste ammalarvi di sconforto!

Permettetemi una suggestione (ogni tanto è terapeutico): e se a Terni si proponesse di realizzare un portale internet territoriale per dar voce ai ricercatori (pubblici e privati sia singolarmente che nei gruppi di ricerca) nella duplice prospettiva di spiegare alla comunità locale la direzione delle ricerche intraprese nel territorio e di agganciare le “reti lunghe” della ricerca internazionale?

Attualmente il Consorzio Universitario non ha un proprio sito (come neppure lo hanno – o non aggiornato e/o sfruttato al meglio – i maggiori gruppi di ricerca operanti nell’area di Terni).

“TerninRicerca”(chiamiamolo così va!) potrebbe colmare questa lacune ed essere strutturato in una parte istituzionale con una extranet riservata ai Soci con tutta la documentazione utile per le attività ufficiali ed in una totalmente riservata alla promozione della ricerca, alle opportunità del VII Programma Quadro, del distretto tecnologico.

Il sito dovrebbe consentire anche una parte di contributi multimediali (tipo www.scivee.tv nuova piattaforma per la condivisione delle ricerche scientifiche) al fine di consentire ai ricercatori l’introduzione sia di contenuti volti ad illustrare le ricerche in modo divulgativo che di papers o atti ufficiali. Il tutto potrebbe essere corredato da spazi informativi sulle opportunità dal mondo della Ricerca, Weblog, forum tematici e mailing list. Opportuna la traduzione in inglese, spagnolo e cinese del sito. E fondamentale una redazione, animazione territoriale….

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