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	<title>Punto Democratico &#187; ecosostenibilità</title>
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	<description>Circolo on-line del Partito Democratico</description>
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		<title>Ripartire da Obama</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jun 2009 17:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Può sembrare incredibile. Siamo nel bel mezzo di una crisi globale che ha messo seriamente in discussione i dogmi del neo liberismo rampante e del capitalismo iper-finanziarizzato. Gli Stati Uniti hanno eletto un Presidente schiettamente, apertamente e magnificamente &#8220;di sinistra&#8221;, che fa della rivoluzione verde, del pacifismo e della difesa della mddle class i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Può sembrare incredibile. Siamo nel bel mezzo di una crisi globale che ha messo seriamente in discussione i dogmi del neo liberismo rampante e del capitalismo iper-finanziarizzato. Gli Stati Uniti hanno eletto un Presidente schiettamente, apertamente e magnificamente &#8220;di sinistra&#8221;, che fa della rivoluzione verde, del pacifismo e della difesa della mddle class i suoi punti di riferiento. Nonostante questo la vecchia sinistra della vecchia Europa arretra quasi dappertutto.</p>
<p>Come spesso accade  nel bel mezzo della crisi molti elettori cercano ricette di destra, di più corto respiro, certamente meno complesse e forse per questo più rassicuranti. Va notato, però, che la sinistra meno tradizionale (da Cohn Bendit in Francia ai Verdi tedeschi) aumenta nettamente i propri consensi, raccogliendo con nettezza le sfide dell&#8217;ecologia, della nuova politica energetica, della vivibilità dei centri urbani, dei diritti individuali e dell&#8217;integrazione dei migranti.</p>
<p>Sarebbe dunque sbagliato porsi in una prospettiva &#8220;geometrica&#8221; e chiedersi se la sinistra europea debba andare più al centro o più a sinistra. Sarebbe invece utile studiare davvero il &#8220;caso Obama&#8221;, per capire come il fronte progresista può raccogliere davvero le sfide della modernità, senza tentennamenti, lanciando messaggi chiari e innovativi, rompendo con le tradizioni più arcaiche della sinistra continentale, ma avendo il coraggio di lanciare messaggi chiari, comprensibili e non paludati.</p>
<p>Soprattutto bisognerrebbe smetterla di inseguire eternamente la destra, facendosi portare sul suo terreno di battaglia. Bisogna invece trovare messaggi forti da contrapporre: alla paura dello straniero dobbiamo contrapporre la bellezza di una multiculturalità ordinata, al bellicismo destrorso il coraggio del dialogo internazionale, alle smanie nucleariste di ritorno le opportunità della rivoluzione verde, ad un&#8217;etica conservatrice e retriva una laicità rispettosa delle diversità di ciascuno.</p>
<p>E&#8217; ovvio: per rinnovarsi occorrono donne  e uomini nuovi. A chi ha gestito la sinistra europea (e italiana) negli ultimi anni, va chiesto con nettezza un ultimo atto di coraggio: farsi da parte.</p>
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		<title>Politiche per 500 milioni di europei</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 17:53:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro.vincelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Eccoci in vista delle elezioni europee, ma come ci stiamo arrivando?
Tanto per cominciare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica, dei media, e della politica e&#8217; tutta concentrata sui fatti privati del Presidente del Consiglio. Prima di iniziare a scrivere questo articolo ho fatto un giro sul sito del Partito Democratico,  mi sono trovato di fronte alla hot [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eccoci in vista delle elezioni europee, ma come ci stiamo arrivando?<br />
Tanto per cominciare l&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica, dei media, e della politica e&#8217; tutta concentrata sui fatti privati del Presidente del Consiglio. Prima di iniziare a scrivere questo articolo ho fatto un giro sul sito del Partito Democratico,  mi sono trovato di fronte alla hot news: <em>Apicella in missione?</em> (Vedi immagine)<br />
<a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2009/06/productimportpage1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1381" title="home partito democratico su Apicella" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2009/06/productimportpage1-150x150.jpg" alt="home partito democratico su Apicella" width="150" height="150" /></a><br />
Vista la situazione economica senza precedenti in cui ci troviamo, possibile che non si trovi prioritario discutere dell&#8217;Europa che vogliamo?<br />
Inoltre, non si può certo dire che l&#8217;Unione europea goda di ottima salute, gli stop alla ratifica della <a title="Costituzione europea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Costituzione_europea">costituzione</a> e del <a title="Trattato di Lisbona" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trattato_di_Lisbona">Trattato di Lisbona</a> hanno segnato un seria battuta d&#8217;arresto al processo di rafforzamento politico dell&#8217;Unione. Inoltre sembra che gli elettori dei paesi dell&#8217;Est non abbiano intenzione di correre alle urne, si stima un&#8217;affluenza media del 30%, anche se gran parte delle popolazioni si ritiene soddisfatta della presenza nell&#8217;Unione europea.<br />
Questo e&#8217; uno dei primi successi dell&#8217;Unione: che cosa sarebbe successo ai paesi dell&#8217;Est se si fossero trovati ad affrontare questa crisi fuori dall&#8217;Unione europea, costretti tra l&#8217;Occidente e l&#8217;&#8221;influente&#8221; Russia?<br />
Per quanto ci riguarda, come avremmo potuto reggere la globalizzazione dei mercati e la successiva crisi con la vecchia Lira?<br />
Grazie all&#8217;Unione europea possiamo affrontare una crisi come questa con una base economica forte, e senza il pericolo di instabilità politiche continentali. Scontato? non tanto visto che dopo la crisi del <a title="Crisi 1929, Conseguenzepolitiche ed economiche" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Grande_depressione#Conseguenze_politiche_ed_economiche">1929</a> si arrivo&#8217; alla Seconda Guerra Mondiale.<br />
Se vogliamo andare a rappresentare l&#8217;Italia in Europa da europesiti credo che questi siano fatti da ripetere fino allo sfinimento! Non sono conquiste per niente scontate e vanno continuamente consolidate!<br />
Se poi volessimo proporre anche qualcosa, ho trovato un interessante spunto leggendo una dichiarazione di Romano Prodi sugli Eurobond:</p>
<blockquote><p>&#8220;&#8230; Li avevo proposti sul Financial Times parecchio tempo fa. Son d’accordo perché gli eurobond sono uno strumento come un altro, ma hanno un particolare: danno l’idea agli speculatori che se tenteranno di attaccare uno dei paesi, tutta l’Europa risponderà. E questo politicamente è un’altra cosa”. Oltre a fermare la speculazione, gli Eurobond come potrebbero essere investiti? Romano Prodi: “Si è parlato di alcuni grandi progetti europei, come l’economia verde. Se si indirizza il ricavato degli Eurobond in questa direzione&#8230;”.</p></blockquote>
<p>Quindi usare uno strumento finanziario stabile e sicuro, per far ripartire l&#8217;economia continentale e dare una svolta decisiva verso un futuro piu&#8217; eco-sostenibile. Mi sembra un interessante punto di discussione.<br />
Abbiamo un cosi&#8217; grande strumento politico&#8230; ma i nostri politici appaiono cosi&#8217; piccoli.</p>
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		<title>Ue, intesa sulle rinnovabili. Accolta la richiesta italiana&#8230;purtroppo!</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 12:09:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Obiettivi intermedi solo indicativi, non obbligatori&#8230;un modo di pensare ed agire non solo legato all&#8217;ambiente&#8230;in Italia.
Da sole24ore.com:
Ha avuto esito positivo, stamattina a Bruxelles, il negoziato a tre fra Europarlamento, presidenza di turno francese del Consiglio Ue e Commissione europea sulla direttiva per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, uno dei pilastri del pacchetto su clima ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/12/a7hrwi0cab8kwsmca7fs9x6cagg60g0carv8qc3caasfxbucawr0rlzcapn2dtjcam9zuuccaiao2y4ca9ezyveca45pzwjca6lfg22caoyyxbhcabciljxca8t4r8ecapt9mn3caj13q3scangm957.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1122" title="a7hrwi0cab8kwsmca7fs9x6cagg60g0carv8qc3caasfxbucawr0rlzcapn2dtjcam9zuuccaiao2y4ca9ezyveca45pzwjca6lfg22caoyyxbhcabciljxca8t4r8ecapt9mn3caj13q3scangm957" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/12/a7hrwi0cab8kwsmca7fs9x6cagg60g0carv8qc3caasfxbucawr0rlzcapn2dtjcam9zuuccaiao2y4ca9ezyveca45pzwjca6lfg22caoyyxbhcabciljxca8t4r8ecapt9mn3caj13q3scangm957.jpg" alt="" width="130" height="83" /></a>Obiettivi intermedi solo indicativi, non obbligatori&#8230;un modo di pensare ed agire non solo legato all&#8217;ambiente&#8230;in Italia.</p>
<p><a title="il sole 24ore" href="http://www.ilsole24ore.com/">Da <strong>sole24ore.com:</strong></a><br />
Ha avuto esito positivo, stamattina a Bruxelles, il negoziato a tre fra Europarlamento, presidenza di turno francese del Consiglio Ue e Commissione europea sulla direttiva per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, uno dei pilastri del pacchetto su clima ed energia che sarà al centro delle discussioni al vertice dei capi di Stato e di governo di giovedì e venerdì prossimi. Lo riferiscono fonti del Parlamento europeo.<br />
Il relatore dell&#8217;Europarlamento, il verde lussemburghese Claude Turmes, ha accettato l&#8217;inserimento nel testo di compromesso della clausola di revisione della direttiva al 2014, come chiedeva l&#8217;Italia,e non c&#8217;è stata opposizione da parte degli altri gruppi politici, secondo quanto riferiscono le agenzie di stampa. In altre parole, il testo negoziato con il Consiglio Ue dovrebbe essere ora facilmente approvato dalla Plenaria, durante la prossima sessione di Strasburgo, dal 15 al 18 dicembre.<strong> La direttiva prevede che entro il 2020 il consumo energetico finale dell&#8217;Ue nel suo insieme sia coperto al 20% dalle fonti rinnovabili, e prescrive 27 diversi sotto-obiettivi nazionali per ciascuno Stato membro (per l&#8217;Italia il traguardo da raggiungere sarà il 17%).</strong><br />
La clausola di revisione approvata ieri dai ministri e confermata oggi riguarda i meccanismi di cooperazione fra gli Stati membri (ovvero la possibilità di scambiare fra loro energia prodotta con fonti rinnovabili, contabilizzandola nello paese che l&#8217;acquista). Nel 2014 si valuterà se questi meccanismi funzionano bene, o se li si debba migliorare per aumentarne l&#8217;efficacia, sempre in vista del conseguimento dell&#8217;obiettivo europeo del 20%, e a condizione che gli Stati membri conservino il controllo sui loro sistemi nazionali di incentivazione e sostegno alle energie verdi prodotte sul proprio territorio.<strong> Secondo l&#8217;interpretazione della clausola di revisione che viene data dalla presidenza di turno dell&#8217;Ue (nel caso specifico rappresentata dal ministro francese dell&#8217;Ecologia, Jean-Louis Borloo) e dal relatore del Parlamento europeo, Claude Turmes, la clausola non potrà intaccare nè l&#8217;obiettivo europeo del 20%, nè i sotto-obiettivi nazionali assegnati a ciascuno Stato membro per il 2020 e giuridicamente vincolanti</strong>.<strong> Il testo di compromesso, tuttavia, come voleva l&#8217;Italia, prevede che gli obiettivi nazionali intermedi siano solo indicativi e non obbligatori.</strong><br />
L&#8217;associazione europea dell&#8217;industria eolica (Ewea) ha commentato entusiasticamente l&#8217;accordo, affermando in una nota da Bruxelles che «oggi è stato cambiato il futuro dell&#8217;energia dell&#8217;Europa», e che l&#8217;Ue «si conferma come leader della rivoluzione energetica di cui ha bisogno il mondo».<br />
L&#8217;accordo con l&#8217;Europarlamento sulle rinnovabili rende ora un po&#8217; più facile l&#8217;impresa in cui è impegnata la presidenza di turno francese, mirante a garantire un accordo politico dei Ventisette su tutto il pacchetto clima/energia entro la fine dell&#8217;anno, e possibilmente già durante il vertice dei capi di Stato e di governo che si terrà giovedì e venerdì a Bruxelles. Fra tutte le proposte sul clima, finora, oltre a questa direttiva solo un altro trilogo (negoziato a tre, ndr) con il Parlamento europeo è andato a buon fine, quello sul regolamento che limiterà le emissioni di CO2 dalle autovetture.<br />
Restano, invece, diversi punti controversi nelle due direttive «Ets» ed «Effort Sharing» sulla riduzione obbligatoria delle emissioni di gas serra, riguardanti rispettivamente la nuova borsa dei diritti di emissione per i settori industriali, e gli obiettivi nazionali per gli altri settori (agricoltura, trasporti, servizi, turismo ed edifici). Difficile si preannuncia anche l&#8217;accordo fra Europarlamento e Consiglio Ue sul finanziamento pubblico dei 12 progetti pilota di installazioni per la cattura e lo stoccaggio geologico del CO2 (Carbon Capture and Storage, Ccs): gli Stati membri sembrano intenzionati ad accordare solo poco più di un quinto di quanto chiede l&#8217;Assemblea di Strasburgo.</p>
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		<title>Bike sharing a Terni&#8230;forse ci siamo. Quasi.</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 12:59:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Leggi l&#8217;articolo.
interessante il fatto del riutilizzo della tessera in altre città&#8230;
MA le piste ciclabili? Magari per uscire e rientrare direttamente con la bici&#8230;troppo ardito in una città pianeggiante?
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/12/images1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1103" title="images1" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/12/images1.jpg" alt="" width="141" height="94" /></a> <a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/12/bike-sharing1.pdf">Leggi l&#8217;articolo.</a></p>
<p>interessante il fatto del riutilizzo della tessera in altre città&#8230;</p>
<p><strong>MA l</strong><strong>e piste ciclabili?</strong> Magari per uscire e rientrare direttamente con la bici&#8230;troppo ardito in una città pianeggiante?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Un&#8217;altra economia.</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Nov 2008 11:27:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro.vincelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Leggendo ieri le prime dichiarazioni del cosiddetto dream team economico scelto da Obama, mi sono imbattuto in frasi del tipo: le nostre priorità sono la scuola, la sanità e le energie rinnovabili&#8230;
Esattamente in linea con il governo italiano.
Polemica facile e semplicistica.
Ma certo, se dietro al piano economico USA si intravvede una chiara idea di futuro, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/11/6805_a25130.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1013" title="Energie rinnovabili" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/11/6805_a25130.jpg" alt="" width="140" height="192" /></a>Leggendo ieri le prime dichiarazioni del cosiddetto dream team economico scelto da Obama, mi sono imbattuto in frasi del tipo: le nostre priorità sono la scuola, la sanità e le energie rinnovabili&#8230;<br />
Esattamente in linea con il governo italiano.<br />
Polemica facile e semplicistica.<br />
Ma certo, se dietro al piano economico USA si intravvede una chiara idea di futuro, quale futuro ci suggeriscono la manovra varata ieri e i precedenti 5 anni di governo Berlusconi?<br />
Le risposta e&#8217; troppo facile.<br />
Fortunamente qualche idea alternativa fa capolino anche in Italia. Oggi per esempio, su <a href="http://www.lavoce.info">lavoce.info</a>, un interessante e concreto articolo di Tito Boeri,<a href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000773.html"> Entrare in un circolo virtuoso? Si puo&#8217;</a>.<br />
Non sono un economista, ma voglio aggiungere qualche idea. Credo che spendere massicciamente soldi in energie rinnovabili, come si appresta a fare il  prossimo governo USA, sia un grande investimento in infrastrutture, in ricerca e per il futuro.<br />
Altra piccola considerazione, ricordo che quando frequentavo l&#8217;università di Firenze, i miei amici che studiavano fisica mi raccontavano che la loro facoltà era piena di soldi, perché riceveva dal Ministero della Difesa vagonate di soldi per ricerche con ricadute nel campo militare.<br />
Perché non dirottare quei soldi per qualche ricerca che ci garantisca un futuro?<br />
Perché non si propone questo discorso a livello europeo, la ricerca militare la si faccia, ma a livello europeo, spendendo meno soldi e meglio. In questo modo si libererebbero risorse da impiegare nella ricerca per avere energie pulite più vantaggiose, mezzi di trasporto eco sostenibili, un trattamento più  efficiente dei rifiuti&#8230;<br />
Altra piccola idea: il mondo dell&#8217;auto e&#8217; in crisi? si prospettano licenziamenti e casse integrazioni? bene ad aiuti alle case automobilistiche, ma solo in cambio di mezzi di trasporto innovativi ed eco sostenibili.<br />
Solo un po&#8217; di idee, idee che possono apparire ingenue ed utopiche, ma che  si appoggiano alla ventata di novità che arrivano da oltre oceano, che fino a qualche mese sembravano impossibili.</p>
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