<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Punto Democratico &#187; lettera</title>
	<atom:link href="http://www.puntodemocratico.it/tag/lettera/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.puntodemocratico.it</link>
	<description>Circolo on-line del Partito Democratico</description>
	<lastBuildDate>Sun, 04 Jul 2010 13:03:13 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<atom:link rel="hub" href="http://pubsubhubbub.appspot.com"/><atom:link rel="hub" href="http://superfeedr.com/hubbub"/>		<item>
		<title>La mia obiezione di coscienza</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2009/04/17/la-mia-obiezione-di-coscienza/</link>
		<comments>http://www.puntodemocratico.it/2009/04/17/la-mia-obiezione-di-coscienza/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 17 Apr 2009 20:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Bebbo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discussioni]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[pd terni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.puntodemocratico.it/2009/04/17/la-mia-obiezione-di-coscienza/</guid>
		<description><![CDATA[Al coordinatore del I° Circolo PD di Terni
Michele Pacetti
Al coordinatore comunale del PD di Terni
Giorgio Finocchio
Al coordinatore provinciale del PD di Terni
Roberto Montagnoli
L&#8217;anno scorso, a trentotto anni e dopo anni di impegno civile nell&#8217;associazionismo, per la prima volta nella mia vita ho deciso di aderire ad un partito politico. Il Partito Democratico.
L&#8217;ho fatto perché avevo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al coordinatore del I° Circolo PD di Terni<br />
Michele Pacetti</p>
<p>Al coordinatore comunale del PD di Terni<br />
Giorgio Finocchio</p>
<p>Al coordinatore provinciale del PD di Terni<br />
Roberto Montagnoli</p>
<p>L&#8217;anno scorso, a trentotto anni e dopo anni di impegno civile nell&#8217;associazionismo, per la prima volta nella mia vita ho deciso di aderire ad un partito politico. Il Partito Democratico.</p>
<p>L&#8217;ho fatto perché avevo visto nel “partito nuovo” una concreta, coraggiosa e necessaria innovazione nelle forme e nei contenuti della politica italiana e nella moderna rappresentanza dei valori di uguaglianza, solidarietà, libertà, responsabilità: nel solco della originale e tuttora attualissima intuizione alla base del progetto dell&#8217;Ulivo. Avevo in particolare apprezzato il coraggio di quanti, provenienti da precedenti percorsi di militanza, avevano fatto la mia stessa scelta dando un taglio definitivo con un coriaceo passato divenuto per questo inattuale, riversando energie ed entusiasmi in un percorso condiviso e privo di steccati; privo di quelle distinzioni fra “compagni” ed “amici” divenute antistoriche e pretestuose.</p>
<p>Purtroppo mi sono sbagliato. Dopo i primi timidi cenni, i freni inibitori dei “soli noti” sono stati disattivati. Sono stati da alcuni riproposti &#8211; da altri tollerati, assecondati e talvolta incoraggiati &#8211; i vecchi schemi, le vecchie appartenenze, i vecchi riti: magari camuffati in nuove alleanze fra vecchie correnti, in nome di ancor più vecchi conti da regolare all&#8217;interno dei vecchi partiti. E se a livello nazionale l&#8217;abilità del politico di rango ha in qualche modo consentito di far salva la forma in simili contesti, a Terni e in Umbria non si è potuto assistere a simili raffinatezze, per motivi facilmente intuibili. Tuttavia, combattendo lo sconcerto con l&#8217;ottimismo, ho ritenuto tutto questo un fenomeno momentaneo, dovuto ad un comprensibile periodo di transizione dalle vecchie abitudini alla nuova dimensione della politica. Ed ho abbozzato.</p>
<p>Purtroppo mi sono sbagliato un&#8217;altra volta. Approssimandosi le scadenze elettorali per le amministrative, le aspirazioni, le velleità, il gusto del potere e in alcuni casi gli interessi concreti dei “soliti noti” e delle rispettive “corti” hanno prodotto l&#8217;abiura dei due principi fondativi il PD e innovativi la politica italiana:<br />
la partecipazione diretta degli iscritti alle decisioni e alle scelte programmatiche in virtù della centralità attibuita ai circoli nella struttura federale del partito;<br />
la selezione delle responsabilità di governo del partito e delle candidature ai vari livelli amministrativi e politici attraverso lo strumento delle primarie.<br />
Tutto ciò, a dispregio degli statuti appena approvati e a smentita delle iniziali, roboanti dichiarazioni di maniera; tutto ciò, anche a dispetto del buon senso e del mero calcolo politico.</p>
<p>Con questa involuzione, quanti avevano (o, per meglio dire, quanti hanno “berlusconianamente” avocato a sé) il potere di decidere si sono assunti &#8211; verso gli aderenti, verso i simpatizzanti, verso il futuro del partito – la responsabilità di ridurre l&#8217; “operazione PD” ad una sconclusionata, truffaldina e controproducente campagna di marketing politico al servizio di una ingiustificabile e strenua difesa dello statu quo: istituzionale “ma anche” personale.</p>
<p>Trovo davvero “singolare” la pretesa di rispondere al degrado della politica locale (eloquentemente rappresentato dal proliferare delle liste personali) e all&#8217;assedio della democrazia proditoriamente avanzato dalla destra populista, proponendo alla cittadinanza ternana una insensata e frenetica contrapposizione di non-posizioni “politiche” basate essenzialmente su esigenze e velleità personalistiche. Non-posizioni fondate talvolta sulla malintesa richiesta del riconoscimento di improbabili meriti acquisiti; talaltra, sulla pretesa ad oltranza di inaccettabili indennizzi per “anzianità di servizio”. Ma soprattutto non-posizioni prive di proposte, di riferimenti, di prospettive, di strategie, di visione, di consenso democratico, di futuro.</p>
<p>Le primarie erano state individuate come lo strumento in grado di vanificare simili artifici e di restituire centralità alla qualità della proposta politica: a Terni, con ipocrisia e codardia, si è deciso di affrontare il problema&#8230; cancellando la soluzione! Con l&#8217;inqualificabile risultato di rispondere nei fatti all&#8217;offensiva del “predellino” con una sterile battaglia per lo “strapuntino”. E così sono state rimangiate le buone intenzioni e le regole, pur di difendere posti al sole&#8230; e posti a tavola. Ma così facendo, si è ottenuto l&#8217; “eccellente” risultato di offendere gravemente i cittadini democratici, ancora una volta traditi da false promesse di partecipazione e di rinnovamento e che ora dovranno essere convinti ad assecondare un consenso elettorale preteso in ragione di superiori esigenze, che personalmente fatico ad individuare al di fuori della categoria del “meno peggio”.</p>
<p>Preso atto che la coerenza non ha purtroppo cittadinanza nelle forme attuali di esercizio della politica, devo rilevare che neanche nel Partito Democratico in questo momento c&#8217;è spazio per le mie idee e per la mia visione di una politica autenticamente democratica: né ci sono le condizioni minime perché questo spazio possa essere reclamato.</p>
<p>Ciò nondimeno, ritengo indispensabile ogni tentativo volto a salvare l&#8217;idea e il progetto originario del Partito Democratico. Per questo motivo non lascio il partito, ma esercito obiezione di coscienza e doverosamente mi autosospendo. Intendo pertanto astenermi da ogni forma di partecipazione alle attività politiche ed elettorali fino al prossimo 23 giugno, facendo tuttavia una dovuta eccezione per le attività connesse al sostegno che &#8211; mi auguro &#8211; il PD vorrà dare alla partecipazione e al voto “sì” ai referendum sulla vergognosa legge elettorale per la Camera e il Senato.</p>
<p>Osserverò con la necessaria attenzione e la necessaria autonomia di giudizio i meccanismi di ricerca del consenso che saranno attivati, e i contenuti che – mi auguro – saranno prima o poi proposti nella campagna per le elezioni amministrative, con la consapevolezza delle ingenti responsabilità gravanti in capo a chi si candida alla guida dei comuni e della provincia: quelle di dover necessariamente garantire alla nostra comunità forme di governo locale, se non capaci di costruire le basi per un florido avvenire, almeno in grado di reggere l&#8217;urto delle drammatiche sfide che il futuro prossimo inevitabilmente riserverà anche al nostro territorio.</p>
<p>Dopodiché, cessati in un modo o nell&#8217;altro i feroci appetiti che hanno ottusamente prodotto questa assurda situazione, confido di poter ritrovare le condizioni per riprendere e per riparare, insieme a quanti lo riterranno necessario, la strada che ci è stato imposto di abbandonare.</p>
<p>Cordialmente</p>
<p>Terni, 5 aprile 2009</p>
<p>Roberto Pettorossi<br />
aderente al Partito Democratico di Terni</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.puntodemocratico.it/2009/04/17/la-mia-obiezione-di-coscienza/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lettera su Amleto</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/12/01/lettera-su-amleto/</link>
		<comments>http://www.puntodemocratico.it/2008/12/01/lettera-su-amleto/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Dec 2008 08:25:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro.vincelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il punto su Terni]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[ricambio generazionale]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.puntodemocratico.it/?p=1047</guid>
		<description><![CDATA[

di Francesco Patrizi

Signor Direttore,
l’altra sera mi sono recato a teatro a vedere Amleto di Lella Costa. Mi sono accomodato in poltrona, poi ho avvertito un’impellenza fisiologica, mi sono quindi recato su un angolo del palcoscenico, ma mi è stato spiegato che, durante la stagione di prosa, non era consentito espletare simili esigenze. Tornato quindi dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="article-content">
<blockquote>
<p align="justify"><em>di Francesco Patrizi</em></p>
</blockquote>
<p align="justify">Signor Direttore,</p>
<p align="justify">l’altra sera mi sono recato a teatro a vedere <em>Amleto</em> di Lella Costa. Mi sono accomodato in poltrona, poi ho avvertito un’impellenza fisiologica, mi sono quindi recato su un angolo del palcoscenico, ma mi è stato spiegato che, durante la stagione di prosa, non era consentito espletare simili esigenze. Tornato quindi dalla toilette, ho trovato la platea invasa da ragazzi deportati a teatro.</p>
<p align="justify">Poi è comparsa la <em>lellacosta</em>, bravissimissima e coraggiosissima a proporre un testo così azzardato e spiazzante, in una rivisitazione che non era una rivisitazione, ma una semi-conferenza che spiegava la straordinaria attualità di Amleto (perché, sotto sotto, siamo tutti danesi problematici!).</p>
<p align="justify">Il giorno dopo, la coraggiosissima lellacosta ha incontrato il pubblico, a dire il vero alcune insegnanti in pensione, alcune molto anziane e già morte, e altre vive e operanti. Neanche uno studente. Brava, bravissima, bravissimissima. Applausi e sì sì con la testa, Amleto attuale, ragazzi scemi però è piaciuto… hanno pure detto bello! (ma sì, oh! giuro).</p>
<p align="justify">Ok, Direttore, arrivo al dunque. Poco interessa, a Lei e a noi, degli scambi di pasticcini tra le prof e lellac. Volevo dire, ma non me la sono sentita, che io in platea tra i mocciosi c’ero e non hanno seguito mezza parola. E, diciamola tutta, non sono neanche scemi come li dipingono.</p>
<p align="justify">Ma se li dipingono come mezzi scemi ritardati, un motivo ci sarà… Da una parte, c’è un mondo che sta prendendo un’impennata impulsiva, dall’altra parte, e qui la sparo grossa, un mondo che non gli sta appresso.</p>
<p align="justify">Da qualche parte nel globo, non in Italia, c’è gente giovane che progetta un nuovo linguaggio, nuova tecnologia, nuova comunicazione e persino nuova arte. L’onda ci sta arrivando, ma chi se ne accorge? Non le insegnanti pre-defunte, non i nostri adulti analfabeti, non i nostri&#8230; va bè, non inferiamo inutilmente, Tullio De Mauro (un vecchio giovane prof) lo ripete da secoli: l’istruzione non può fermarsi ai 18 anni, se no si resta tagliati fuori dal mondo… vedi il nostro Paese dove sopra i 40 non si sa mandare un’email!</p>
<p align="justify">Insomma, mancando un ponte tra Nuovo mondo e Vecchio mondo, il Vecchio si è convinto che il Nuovo è guidato da un manipolo complottardo che intende rapire il cervello dei giovanissimi per renderli schiavi, ecco perché è necessario e salvifico deportarli a teatro e spiegare loro che siamo tutti danesi problematici.</p>
<p align="justify">Ho visto ragazzini chattare, ascoltare musica e guardare la tv simultaneamente, imparare a giocare al pc a 5 anni senza saper neanche leggere la parola PLAY, da cervelli così iperstimolati, non nascono scemi, mi creda, Direttore, la favola che i nostri figli stanno crescendo come poveri idioti non regge (sono i cocci che ci ha lasciato la scuola di Francoforte!).</p>
<p align="justify">Questi ragazzi, Direttore, hanno facilità di adattamento e di apprendimento, sanno usare tutto e sanno fare tutto quello che gli occorre (cioè nulla per la sopravvivenza, dirà Lei, ma quella non serve nel nostro mondo). Nuotano come pesci in un mare pulsionale e istintivo, dove tutto è immediato e simultaneo.</p>
<p align="justify">La conquista di un livello intellettuale più elevato non è sociale, ma individuale… suvvia, non raccontiamoci balle protosocialiste!</p>
<p align="justify">Che stavo dicendo? Mi scusi, mi ha distolto la chat… aspetti che abbasso l’ipod… dunque, lellacosta brava, i miei ragazzi hanno detto teatro-bello, poi bau e coda in su, hanno capito subito che li facevo uscire, pensi, sono intelligenti come le persone!</p>
<p align="justify">Francesco Patrizi</p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.puntodemocratico.it/2008/12/01/lettera-su-amleto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lettera di Irene Tinagli che lascia il PD</title>
		<link>http://www.puntodemocratico.it/2008/11/22/lettera-di-irene-tinagli-che-lascia-il-pd/</link>
		<comments>http://www.puntodemocratico.it/2008/11/22/lettera-di-irene-tinagli-che-lascia-il-pd/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2008 08:53:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discussioni]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lettera]]></category>
		<category><![CDATA[PD]]></category>
		<category><![CDATA[Tinagli]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.puntodemocratico.it/?p=990</guid>
		<description><![CDATA[La lettera di Irene Tinagli uscita su “il Riformista”. 21 nov 2008
Caro Walter,
ti scrivo perche’ ho deciso di dimettermi dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacita’ del PD di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva detto di voler [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/11/images1.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-991" title="images1" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/11/images1.jpg" alt="" width="116" height="111" /></a>La lettera di <a href="http://www.einaudi.it/einaudi/ita/catalogo/scheda.jsp?isbn=978880618569&amp;ed=87">Irene Tinagli </a>uscita su “il Riformista”. 21 nov 2008</p>
<p><em>Caro Walter,<br />
ti scrivo perche’ ho deciso di dimettermi dal Coordinamento Nazionale del Partito Democratico. Una scelta non facile che nasce dall’esperienza di quest’ultimo anno e dai dubbi crescenti sulla capacita’ del PD di proporsi come forza riformista e innovativa, come aveva detto di voler fare un anno fa. Un’obiettivo ambizioso al quale avevo aderito con entusiasmo e che ora faccio fatica a riconoscere in questo partito, in numerosi ambiti. Dalle posizioni ambigue su importanti temi etici e valoriali, alla gestione di processi politici locali e nazionali, ma soprattutto alle posizioni in quegli ambiti piu’ cruciali per la crescita del paese: istruzione, ricerca e innovazione. Era su questi temi che coltivavo le aspettative maggiori verso il PD. Ero stata molto delusa dalle politiche del Governo Prodi, ma speravo che con il PD si aprisse una stagione nuova, fatta di elaborazione di idee e proposte significative. Di fronte alle posizioni del PD su questi fronti non posso che essere sconcertata. Non ho visto nessuna proposta incisiva, se non “andare contro” la Gelmini. Peraltro tra tutti gli argomenti che si potevano scegliere per incalzare il ministro sono stati scelti i piu’ scontati e deboli. Il mantenimento dei maestri, le proteste contro i tagli, la retorica del precariato, tutte cose che perpetuano l’immagine della scuola come strumento occupazionale. E’ questa la linea nuova e riformista del PD? Cavalcare l’Onda non basta. Serve una proposta davvero nuova, che ribalti certe logiche di funzionamento anziche’ difenderle. Ma non ho visto niente di tutto questo.<br />
La mia delusione e’ tanto piu’ forte quando penso alla propaganda fatta un anno fa riguardo all’apertura a idee nuove, quando penso alle molte persone provenienti da ambiti professionali qualificati che si erano avvicinate al progetto del PD e che avrebbero potuto portare un contributo in termini di idee e innovazione. Che fine hanno fatto queste persone? Quali nuove modalita’ di coinvolgimento e ricambio ha creato il Partito? Io stessa, che ero stata contattata (cosi’ mi era stato detto) per le mie competenze “tecniche”, in un anno di vita del PD non sono stata consultata mai nemmeno per un parere. Questa emarginazione non ha certo offeso ne’ me ne’, credo, le altre persone gia’ molto impegnate fuori dalla politica. Mi chiedo pero’ come mai, un anno fa, ci era stata chiesta una collaborazione con tanto apparente entusiasmo quando evidentemente di questa collaborazione non c’era bisogno. Mi chiedo se era necessario fare tanto chiasso sul ricambio generazionale quando basta guardare chi sta ancora in cabina di regia per capire che, in fondo, non e’ cambiato niente.<br />
Inneggiare al cambiamento, all’idea di una societa’ e di una politica nuove serve a poco se manca il coraggio di intraprendere fino in fondo le azioni necessarie a realizzare queste idee. Sartre diceva che noi siamo quello che facciamo. Sono le nostre azioni che ci definiscono, stare a discutere su cio’ che ci piacerebbe essere serve a poco: la gente ci giudichera’ per quello che abbiamo fatto. E di quello porteremo la responsabilita’. Per quanto mi riguarda non voglio portare la responsabilita’ delle scelte che sta facendo questo partito che in larga parte non condivido e sulle quali non ho avuto e non ho possibilita’ di incidere in alcun modo. Per questo ho deciso di dimettermi.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.puntodemocratico.it/2008/11/22/lettera-di-irene-tinagli-che-lascia-il-pd/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
