Posts Tagged “l’identità del PD”

Siamo giunti quasi alla fine di questo lungo percorso che ci portera’ alla scelta del nuovo segretario del partito. Due mesi fa la candidatura di Ignazio Marino era poco piu’ di una scommessa, ma basta vedere questi due video che allego, per capire quanta strada ha fatto la mozione Marino e quanto sia stato importante il contributo della mozione alla vita del congresso. Continuiamo a rilanciare questa bellisima sfida, andiamo a votare per la mozione Marino domenica 25 ottobre!

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E’ con grande piacere che faccio questo post citando i discorsi dei tre candidati alla segreateria del Partito Democratico. Dopo aver riassaporato la politica vera nei congressi di circolo, oggi un altro importante passaggio di politica vera. I tre candidati hanno avanzato proposte importanti e rivitalizzanti per il nostro partito.
Peccato che sia durato solo lo spazio di una mattina…

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O ticket Serracchiani-Marino…

Nell’un caso o nell’altro, insieme sarebbero capaci di sbancare le primarie del PD.

E di rappresentare la parte migliore dell’Italia, stanca della mediocrità berlusconiana.

Che dite, è solo un sogno?

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IgnazioMarino1A volte basta poco per essere convincenti. Basta essere razionali e coerenti, appassionati senza troppa retorica e convinti delle proprie idee e delle proprie emozioni. Basta avere il coraggio di dire che chi non crede nell’uguaglianza dei diritti se ne può anche restare a casa. Basta avere la forza di dire che è una vergogna ricacciare dalle nostre cose navi cariche di disperati, senza avere pietà nemmeno per le giovani ragazze incinte che su quegli stessi barconi finiscono per morire nell’indifferenza generale.

Basta avere la voglia di ricordare che un partito di sinistra non può non farsi carico della vita infame a cui costringiamo migliaia di lavoratori precari (non solo giovani) e che insieme alla questione settentrionale bisognerebbe ricordarsi che un Paese civile non può obbligare migliaia di persone ogni anno ad attraversare la penisola verso nord per avere un’assistenza sanitaria decente.

Il futuro del PD non può prescindere da persone come Ignazio Marino, che rappresentano con grande dignità (parola assai rara in questi tempi cupi) la parte migliore dell’Italia.

Speriamo che il Congresso sia l’occasione per far emergere le migliori intelligenze che può vantare il PD: perché l’intelligenza tout court – non solo quella politica – dovrebbe tornare ad essere considerata un valore.

Sono convinto che un ticket con la Serracchiani darebbe davvero al PD la possibilità di rappresentare la parte migliore del Paese.

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La Direzione Nazionale del Partito Democratico ha approvato il regolamento che stabilisce tempi e modi cpartitodem.jpgon i quali il Partito Democratico arriverà all’elezione del nuovo segretario del Partito Democratico con la Convenzione Nazionale dell’11 ottobre e le primarie che si terranno il 25

…lo commentiamo insieme?

Vai al Regolamento

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Può sembrare incredibile. Siamo nel bel mezzo di una crisi globale che ha messo seriamente in discussione i dogmi del neo liberismo rampante e del capitalismo iper-finanziarizzato. Gli Stati Uniti hanno eletto un Presidente schiettamente, apertamente e magnificamente “di sinistra”, che fa della rivoluzione verde, del pacifismo e della difesa della mddle class i suoi punti di riferiento. Nonostante questo la vecchia sinistra della vecchia Europa arretra quasi dappertutto.

Come spesso accade  nel bel mezzo della crisi molti elettori cercano ricette di destra, di più corto respiro, certamente meno complesse e forse per questo più rassicuranti. Va notato, però, che la sinistra meno tradizionale (da Cohn Bendit in Francia ai Verdi tedeschi) aumenta nettamente i propri consensi, raccogliendo con nettezza le sfide dell’ecologia, della nuova politica energetica, della vivibilità dei centri urbani, dei diritti individuali e dell’integrazione dei migranti.

Sarebbe dunque sbagliato porsi in una prospettiva “geometrica” e chiedersi se la sinistra europea debba andare più al centro o più a sinistra. Sarebbe invece utile studiare davvero il “caso Obama”, per capire come il fronte progresista può raccogliere davvero le sfide della modernità, senza tentennamenti, lanciando messaggi chiari e innovativi, rompendo con le tradizioni più arcaiche della sinistra continentale, ma avendo il coraggio di lanciare messaggi chiari, comprensibili e non paludati.

Soprattutto bisognerrebbe smetterla di inseguire eternamente la destra, facendosi portare sul suo terreno di battaglia. Bisogna invece trovare messaggi forti da contrapporre: alla paura dello straniero dobbiamo contrapporre la bellezza di una multiculturalità ordinata, al bellicismo destrorso il coraggio del dialogo internazionale, alle smanie nucleariste di ritorno le opportunità della rivoluzione verde, ad un’etica conservatrice e retriva una laicità rispettosa delle diversità di ciascuno.

E’ ovvio: per rinnovarsi occorrono donne  e uomini nuovi. A chi ha gestito la sinistra europea (e italiana) negli ultimi anni, va chiesto con nettezza un ultimo atto di coraggio: farsi da parte.

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foto-veltroni3189_img1.jpg Peccato. Eravamo un partito unito su tutto. Purché non si parlasse di politica.

E’ triste commentare la fase finale di una parabola, che all’inizio ci ha visto creare questo sito e il gruppo di Punto democratico, sulle ali del nascente Pd Veltroniano, ed oggi ci vede basiti e increduli, mentre assistiamo al suicidio collettivo della sinistra italiana.

L’idea di partenza, forse, non era una cattiva idea. Non vogliamo unirci al coro dei tanti scettici dell’oggi, che dimenticano di essere stati entusiasti al tempo in cui faceva comodo. Noi ci abbiamo creduto. E non lo neghiamo.

Ora non rimane che raccogliere i cocci e cercare di capire cosa è andato storto. Al di là delle tante analisi più o meno pedestri che si possono abbozzare, la fine del PD di Veltroni (e, per coerenza, di tutti coloro che hanno appoggiato la sua segreteria) è la fine di quella che potremmo chiamare la “politica della sintesi senza dialettica”.

La fine, cioè, dell’idea che bastasse giustapporre idee e pensieri diversi, fingendo di non vedere la distanza tra le reciproche posizioni, per farli convivere senza problemi in un unico partito. Ci si è provato. E ne è scaturito il partito delle mille astensioni, incapace di prendere una qualsiasi posizione che andasse oltre il più trito buon senso.

Non so se il PD abbia ancora un senso e una prospettiva. Di certò potrà assumerla solo se al conflitto tra pensieri divergenti sia data la possibilità di esprimersi e confrontarsi dialetticamente. Facendo emergere le differenze, contandosi e prendendo una posizione netta, chiara, comunicabile.

Vale per le questioni etichie, certo, ma anche per i temi della sicurezza e per le questioni economiche. Sempre che si riesca, ad esempio, ad elaborare uno straccio di analisi che dia un senso a questa crisi e faccia uscire l’economia da una spirale conservatrice, che ha visto la terribile compressione dei salari a beneficio di rendite e profitti. Il tutto senza cadere nell’altra forma ancor più nefasta di conservatorismo, che porta a ristatalizzare tutto e a chiudersi nelle frontiere impermeabili del protezionismo.

Certo, servono idee, serve energia, servono ricerca e pensiero.

E serve un partito strutturato e dialettico, in cui ci sia posto per tanti, ma non per tutti. Un partito, ad esempio, in cui non ci sia spazio per chi nega alla radice la laicità dello Stato e l’autodeterminazione dell’individuo. Un partito in cui non ci sia spazio per i vecchi ceffi per cui la politica è solo occupazione del potere (ad ogni costo, con ogni mezzo). Un partito in cui non ci sia spazio per i tanti, troppi, che sono scesi a compromessi troppo infami e sono andati oltre i limiti della decenza e della legalità.

Caro Walter, sei uscito di scena con dignità e compostezza e questo ti va riconosciuto. Forse le speranze che hai suscitato erano troppo belle per poter reggere il peso di una realtà così amara.

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Ho perso il conto…ma quanti sono/saranno “ingabbiati” in questi giorni? Predicozzi alla Ezio Mauro a parte condivido il fatto che il PD si debba seriamente interrogare (e rapidamente!) sia sulla moralità pubblica che sull’innovazione politica. Ed aggiungo che, senza vestirmi di abiti giustizialisti o populisti nè volermi far male a tutti i costi, generalmente chi ha la responsabilità politica di rappresentare un’organizzazione nei marosi DEVE essere messo in discussione.

Che ne pensate?

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Se una squadra di calcio perde un derby in casa per 1-0 iniziano le prime contestazioni.

Se si guarda ai risultati degli ultimi 15 anni e si vede che la squadra ha inanellato una sconfitta dietro l’altra, si decide inesorabilmente di fare piazza pulita: dall’allenatore, ai giocatori, fino ai massaggiatori, mettendo in discussione la struttura organizzativa e la filosofia di gioco.

Ebbene: come misurare il successo o l’insuccesso di una formazione politica di sinistra? Se per Bobbio la sinistra è contraddistinta dal perseguimento del valore dell’uguaglianza, possiamo dire che l’aumento dell’uguaglianza sociale è l’obiettivo primo di una formazione di sinistra. L’aumento delle diseguaglianze ne segna invece, irrimediabilmente, la sconfitta.

Secondo stime recenti, l’Italia è ad oggi il settimo Paese OCSE quanto a tasso di diseguaglianza tra ricchi e poveri. I ricchi in Italia guadagnano 12 volte più delle fasce basse di reddito. Il 10% degli italiani incassano il 28% del reddito. Dagli inizi degli anni ‘90 (da quando siamo diventati liberisti: strana coincidenza…) la classe media italiana si è drasticamente impoverita. Insieme con la Gran Bretagna abbiamo il recordo dell’immobilismo sociale: la nostra posizione nella scala sociale è ancora molto influenzata da quella dei nostri genitori.

Bene: questi sono i risultati degli ultimi 15-20 anni. Un Paese con mille magagne, ma che poteva vantare una difesa sociale quasi scandinava, non ha recuperato quasi nessuno dei suoi difetti e sta ora sgretolando la classe media e impoverendo il lavoro salariato a vantaggio del profitto e, soprattutto, della rendita.

Che sia il caso di riflettere un po’ su questi dati?

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Pensare DemocraticoVi segnalo questa interessante iniziativa della neonata associazione: Pensare Democratico

Pensare Democratico per il Partito Democratico

SABATO 16 FEBBRAIO 2008 ORE 16.30

SALA CONVEGNI HOTEL VALENTINO / TERNI

Relazione introduttiva di Gianluca Rossi

Intervengono

  • Gregorio Alteri
  • Federica Cercarelli
  • Daniele Lombardini
  • Pierluigi Spinelli
  • Andrea Terenzi

All’iniziativa pubblica sono invitati i rappresentanti istituzionali del Partito Democratico e quelli del mondo economico e sociale della città

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