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	<title>Punto Democratico &#187; Meritocrazia</title>
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	<description>Circolo on-line del Partito Democratico</description>
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		<title>Scelgo Marino</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 11:09:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro.vincelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mozione Marino e&#8217; caratterizzata da delle novità profonde che rispecchiano in pieno il mondo in cui viviamo. Questo mondo fatto di lavoro precario, meritocrazia inesistente, di giovani che vanno all&#8217;estero per far fruttare i propri studi.
Questo mondo dove comunicare e&#8217; immediato, dove le comunità diventano multi-etniche, dove la societa&#8217; si trasforma con una rapidità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2009/09/logo_scelgomarino1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1504" title="logo_scelgomarino" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2009/09/logo_scelgomarino1.jpg" alt="logo_scelgomarino" width="198" height="236" /></a>La mozione Marino e&#8217; caratterizzata da delle novità profonde che rispecchiano in pieno il mondo in cui viviamo. Questo mondo fatto di lavoro precario, meritocrazia inesistente, di giovani che vanno all&#8217;estero per far fruttare i propri studi.<br />
Questo mondo dove comunicare e&#8217; immediato, dove le comunità diventano multi-etniche, dove la societa&#8217; si trasforma con una rapidità senza precedenti.<br />
Finalmente il Partito ha una persona che può in pieno incarnare questi tempi, non si tratta di nuovo o nuovismo, si tratta del mondo di oggi, con buona pace di chi guarda al passato.<br />
Marino ha da subito catalizzato le energie migliori di una generazioni che non trovava più punti di riferimento in politica, perché la politica attuale e&#8217; espressione di qualcosa che non c&#8217;e&#8217; più. Il mondo cambia rapidamente, ma i nostri uomini politici sono sempre gli stessi, dopo mille sconfitte, dopo poche vittorie e un infinito numero di compromessi, e senza aver generato una nuova nuova classe dirigente, dietro di loro c&#8217;e&#8217; il vuoto.<br />
Voglio partecipare a costruire un partito che abbia solide radici nella migliore storia laica, cristiana e  social-democratica italiana. Abbiamo la fortuna di poterci ispirare a vite politiche come quelle di Antonio Gramsci, Altiero Spinelli, Giorgio La Pira, Sandro Pertini, Enrico Berlinguer.<br />
Tutti noi dobbiamo avere ben chiaro che i più grandi progressi socio-politici italiani degli ultimi 60 anni li dobbiamo a uomini come loro, e da loro dobbiamo trarre continua ispirazione.<br />
Con la mozione Marino, abbiamo la possibilità di creare una classe dirigente che nasce ispirandosi alla migliore eredita&#8217; della sinistra italiana, e che, allo stesso tempo, sia essa stessa la migliore rappresentante della realta in cui viviamo. Questa e&#8217; la sfida più importante per il nostro Partito. Il Partito Democratico deve cogliere questo momento per rigenerarsi in uomini e donne che siano realmente capaci di rappresentare il mondo di oggi, in uomini e donne che non abbiamo alla spalle mille compromessi, in uomini e donne che abbiamo la freschezza politica per essere un punto di riferimento per un&#8217;Italia migliore.</p>
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		<title>Qualche considerazione estiva su Ignazio Marino. 3. Il merito</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 10:39:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fulvio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ Da molti anni si parla in Italia di “merito” e di “meritocrazia” come di un rimedio in grado di guarire una parte dei mali del paese e di proiettarlo verso il futuro. Esponenti politici e governativi non perdono occasione per proclamare la necessità di valorizzare il merito a tutti i livelli, scarsamente creduti e ascoltati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="size-thumbnail wp-image-1499 alignleft" title="marino" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2009/09/marino-150x150.jpg" alt="marino" width="150" height="150" /> Da molti anni si parla in Italia di “merito” e di “meritocrazia” come di un rimedio in grado di guarire una parte dei mali del paese e di proiettarlo verso il futuro. Esponenti politici e governativi non perdono occasione per proclamare la necessità di valorizzare il merito a tutti i livelli, scarsamente creduti e ascoltati ormai con indifferenza e stanchezza dai cittadini. Intanto lo Stato salva le aziende in difficoltà con i soldi pubblici (Alitalia), predispone condoni fiscali, protegge le corporazioni e le rendite, alimenta una visione clientelare e assistenzialista della cosa pubblica; l’unico merito riconosciuto e premiato non è quello di essere più bravi degli altri, ma quello di essere più furbi degli altri. Perché allora si dovrebbe dare credito a Ignazio Marino, che fa del riconoscimento del merito uno dei pilastri del suo programma? Perché dovrebbe essere diverso dagli altri? Perché dovremmo credere che sia davvero intenzionato a cambiare e che riesca a cambiare ciò che in Italia non è mai cambiato per anni e anni, addirittura per secoli?</p>
<p>Se ci riuscirà ovviamente non è dato saperlo; si può però ritenere che egli abbia, più di altri, l’intenzione di provarci. Prima di farne un punto del suo programma, Marino ha vissuto la meritocrazia in prima persona, l’ha messa in pratica e ne ha fatto lo strumento che lo ha portato ad affermarsi come chirurgo di successo negli Stati Uniti. Ne ha conosciuto e apprezzato il valore e i benefici. Egli inoltre proviene da un campo, quello della medicina e della ricerca scientifica, nel quale gli enormi vantaggi della valorizzazione del merito (per tutta la collettività) sono assolutamente evidenti. Può quindi permettersi più di altri di parlare di questo tema con un minimo di credibilità. È vero che sulla meritocrazia non è forse il caso di farsi troppe illusioni: i grandi cambiamenti di cultura e di mentalità non si verificano da un anno all’altro e non basta una legge a determinarli. Forse dovremmo rassegnarci ad accettare il fatto che la meritocrazia non fa parte del DNA degli italiani (o meglio, della maggior parte degli italiani), per ragioni che affondano le loro radici molto indietro nella storia. I migliori continueranno a lasciare il paese, perché altro non possono fare, e il paese continuerà ad andare avanti come meglio può, collocandosi su una linea di confine tra le nazioni sviluppate e quelle sottosviluppate. Ma i danni di questo stato di cose sono enormi, a livello culturale e soprattutto economico, in un mondo dove la competizione è sempre più spietata. Se si vuole provare a mantenere l’attuale livello di benessere, si deve fare in modo che i migliori restino qui da noi; non si può pensare che tanto, in qualche modo, si riuscirà comunque ad andare avanti. Provare a credere in una pur minima possibilità di cambiamento, aggrapparsi ad una pur tenue speranza, è anzitutto una necessità. Questa possibilità e questa speranza oggi, nelle parole di Ignazio Marino, assumono un significato nuovo e si sostanziano di una concretezza umana ed intellettuale difficili da reperire altrove nell’attuale scenario politico, anche di centrosinistra.</p>
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		<title>La candidatura di Ignazio Marino: il coraggio di cui abbiamo bisogno.</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2009 09:55:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Debora Serracchiani ha sciolto le riserve, appoggiando quello stesso Franceschini sulla cui gestione fu assai critica nell suo primo intervento pubblico.
Comprendo il suo timore, anche se una sua candidatura (al di là delle possibilità di vittoria) avrebbe smosso positivamente le acque. Capisco assai meno l&#8217;endorsement per Franceschini e le critiche troppo velenose a Bersani. Il titolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Debora Serracchiani ha sciolto le riserve, appoggiando quello stesso Franceschini sulla cui gestione fu assai critica nell suo primo intervento pubblico.</p>
<p>Comprendo il suo timore, anche se una sua candidatura (al di là delle possibilità di vittoria) avrebbe smosso positivamente le acque. Capisco assai meno l&#8217;endorsement per Franceschini e le critiche troppo velenose a Bersani. Il titolo del suo prossimo instant book (&#8220;Il coraggio che manca&#8221;) offre solo un pizzico di involontario sarcasmo a questa storia.</p>
<p>Qualcuno saprà interpretare la voglia di cambiamento, di chiarezza e di rigore che migliaia di simpatizzanti e militanti avrebbero riversato sulla Serracchiani?</p>
<p>Ignazio Marino, forte dei consensi derivanti dal suo bell&#8217;intervento al Lingotto, ci sta seriamente pensando, stando a quanto riferisce la sua pagina facebook.</p>
<p>Ritengo che sarebbe un ottimo candidato, capace di rappresentare &#8220;plasticamente&#8221; la parte migliore del Paese: speriamo che al dottor Marino non manchi il coraggio, di cui davvero abbiamo molto bisogno&#8230;</p>
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		<title>Appello per la selezione delle candidature del PD alle elezioni europee</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 18:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>alessandro.vincelli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dai blog di Pippo Civati e Luca Sofri
Nell’imminenza delle elezioni europee riteniamo importantissimo che la scelta delle candidature del Partito Democratico avvenga sulla base di criteri nuovi che privilegino la costruzione di una classe politica motivata e le competenze internazionali e aggiornate dei candidati rispetto ai longevi curriculum istituzionali di rappresentanti già carichi di responsabilità.
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Parlamento europeo" src="http://www.ilmiotg.it/08/images/stories/2009_01/parlamento-europeo.jpg" alt="" width="210" height="210" />Dai blog di <a href="http://civati.splinder.com/post/20094891">Pippo Civati</a> e <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/03/17/un-altro-modo-di-andare-in-europa/">Luca Sofri</a></p>
<p>Nell’imminenza delle elezioni europee riteniamo importantissimo che la scelta delle candidature del Partito Democratico avvenga sulla base di criteri nuovi che privilegino la costruzione di una classe politica motivata e le competenze internazionali e aggiornate dei candidati rispetto ai longevi curriculum istituzionali di rappresentanti già carichi di responsabilità.</p>
<p>Le ragioni sono molte ed essenziali per la crescita del PD, dell’Italia e della sua rappresentanza europea.</p>
<ul>
<li>Il Parlamento Europeo ha bisogno di persone attente alla modernità e ai cambiamenti internazionali, per le quali il futuro e non il passato sia un elemento decisivo della propria prospettiva politica. E di persone desiderose di impegnarsi e mettersi in gioco piuttosto che di trovare un sereno e confortevole ambito di rappresentanza. E ne hanno bisogno l’Europa, l’Italia e i suoi interessi europei.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il centrosinistra italiano possiede molte nuove competenze e disponibilità che non hanno finora trovato spazio nell’esercizio della politica nazionale e per le quali la concretezza dell’attività europea sarebbe il migliore terreno di formazione e valorizzazione.</li>
</ul>
<ul>
<li>Il futuro del PD ha bisogno di una nuova classe dirigente, e la sua crescita politica è da molti anni assente dagli impegni dei partiti di cui è erede. E ne ha bisogno il futuro dell’Italia.</li>
</ul>
<ul>
<li>In tempi di delusione e insoddisfazione per le recenti vicende politiche nazionali non darebbe una buona impressione agli elettori la riproposizione come candidati al Parlamento Europeo di persone che già occupano seggi al parlamento nazionale o incarichi istituzionali di altro tipo, salvo che se ne dimettessero prima. È importante che chiunque si candidi al Parlamento Europeo assuma l’impegno di dedicarsi pienamente ed esclusivamente al suo mandato per l’intera legislatura: chi viene eletto rimanga in Europa.</li>
</ul>
<ul>
<li>Le elezioni europee attraggono per la natura dell’istituzione un voto di opinione e appartenenza, più che un’adesione a politiche definite o personalità specifiche. L’investimento su nomi meno noti e rodati non comporta quindi rischi di comunicazione, anzi andrebbe esattamente verso una richiesta di rinnovamento ormai molto insistente, oltre che legittima.</li>
</ul>
<p>Avere caro il futuro dell’Europa, come si dice sempre, significa affidarne le istituzioni al futuro stesso, e non zavorrarle del passato. Noi chiediamo che queste indiscutibili ragioni orientino le scelte nella selezione delle candidature, e che guidino il Partito Democratico nella fedeltà al suo progetto.</p>
<p>Giovanni Bachelet, deputato del PD<br />
Francesco Boccia, deputato del PD<br />
Gianrico Carofiglio, senatore del PD<br />
Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD<br />
Cristina Comencini, Direzione Nazionale del PD<br />
Paola Concia, deputata del PD<br />
Gianni Cuperlo, deputato del PD<br />
Roberto Giachetti, deputato del PD<br />
Sandro Gozi, deputato del PD<br />
Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD Comune di Milano<br />
Teresa Marzocchi, Direzione Nazionale del PD<br />
Matteo Renzi, Presidente della provincia di Firenze, del PD<br />
Luca Sofri, Direzione Nazionale del PD<br />
Salvatore Vassallo, deputato del PD</p>
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		<title>Svolta meritocratica nella PA o &#8220;gira la ruota&#8221;?</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Oct 2008 10:13:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Lombardini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Meritocrazia]]></category>
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		<description><![CDATA[Al via il programma Mille Talenti
da www.gioventu.it
Il Ministro della Gioventù in collaborazione con il Ministro per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, on. Renato Brunetta, ha istituito un tavolo di lavoro congiunto per la realizzazione del programma “Mille Talenti”.
L’idea nasce da un libro di Roger Abravanel intitolato “Meritocrazia”, e contiene il proposito di formare e valorizzare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2><a href="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/10/images6.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-880" title="images6" src="http://www.puntodemocratico.it/wp-content/uploads/2008/10/images6.jpg" alt="" width="123" height="92" /></a>Al via il programma Mille Talenti</h2>
<p><em>da <a href="http://www.gioventu.it">www.gioventu.it</a></em></p>
<p>Il Ministro della Gioventù in collaborazione con il Ministro per la pubblica amministrazione e l&#8217;innovazione, on. Renato Brunetta, ha istituito un tavolo di lavoro congiunto per la realizzazione del programma “Mille Talenti”.<br />
L’idea nasce da un libro di Roger Abravanel intitolato “Meritocrazia”, e contiene il proposito di formare e valorizzare 1000 giovani italiani da inserire nella pubblica amministrazione. <br />
Il piano dovrebbe essere strutturato in diversi programmi, coordinati fra di loro attraverso la selezione progressiva dei migliori 10, 100 e 1000 giovani laureati italiani, sulla base di un apposito test nazionale. Naturalmente, con il coinvolgimento della Scuola Superiore di P.A. L’obiettivo è quello di realizzare tre gruppi che ricevano adeguate borse di studio, una formazione eccellente e prospettive di carriera adeguate, per poter essere da subito inseriti nelle amministrazioni centrali e periferiche, nazionali ed internazionali.<br />
Al presidente del Consiglio dei Ministri dovrebbe essere data, infine, la possibilità di creare tra i dirigenti selezionati una propria task force di giovani talenti di cui servirsi per la soluzione delle emergenze. Si tratta della cosiddetta Delivery Unit sperimentata con successo in diverse nazioni europee.</p>
<p class="dataArticolo"><strong></strong></p>
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		<title>Meritocrazia? Maddeché&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jun 2008 16:06:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesco</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Meritocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>

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		<description><![CDATA[ Deliziato dal simpatico clima da tracollo delle istituzioni democratiche, segnalo (grazie ad Isabella) una piccola ma emblematica norma, inserita nel ddl n.735, già calendarizzato al Senato, di conversione del decreto-legge n.97.
All&#8217;articolo 9 si prevede la proproga di un anno della norma contenuta nel decreto Mussi-Fioroni, intesa a valorizzare la qualità del percorso scolastico ai fini dell&#8217;ammissione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Deliziato dal simpatico clima da tracollo delle istituzioni democratiche, segnalo (grazie ad Isabella) una piccola ma emblematica norma, inserita nel ddl n.735, già calendarizzato al Senato, di conversione del decreto-legge n.97.</p>
<p>All&#8217;articolo 9 si prevede la proproga di un anno della norma contenuta nel decreto Mussi-Fioroni, intesa a valorizzare la qualità del percorso scolastico ai fini dell&#8217;ammissione ai corsi universitari a numero chiuso. In soldoni si intendeva stabilire un accesso privilegiato ai corsi a numero chiuso agli studenti più meritevoli sulla base del voto di maturità e dei risultati scolastici degli ultimi tre anni delle superiori.</p>
<p>Felici della sospensione della norma i rappresentanti della Rete degli studenti che, con la consueta miopia, vedono di cattivo occhio qualsiasi norma riguardante il numero chiuso (senza capire che se la selezione dei più meritevoli non la fa la scuola, la faranno dopo i meccanismi di accesso assai poco meritocratici al mondo del lavoro).</p>
<p>Ed ecco che un altro piccolo pezz di meritocrazia, almeno per quest&#8217;anno se ne va. C&#8217;era da dubitarne?</p>
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