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… Ci date polizia. E’ questa la vostra democrazia!

Ricordo che alle manifestazioni scolastiche della mia gioventù (anni ’90), si cantava ancora questo slogan sessantottardo. Io sorridevo, guardando gli sparuti poliziotti che, con aria tutto sommato paterna (ce n’era uno che era proprio il papà di un mio compagno di scuola…), ci vedevano sfilare in corteo.

Più che uno slogan era un buffo residuato bellico. Noi chiedevamo riforme (più o meno) ma lo Stato ci dava un buffetto, una pacca bonaria sulla spalla e qualche poliziotto di provincia che vigilava senza fatica su una manifestazione pacifica.

Oggi sono riusciti a far tornare attuale quello slogan, eccitando gli umori sopiti di una conflittualità che si era andata spegnendo.

Che sia un’estrema prova di forza di un potere megalomane, che non ha assorbito la lezione democristiana sulla necessità di lasciare un po’ di sfogo allo scontento? Che sia un regalo in vista della nostra manifestazione di sabato (del tipo Salvate il soldato Wally)? Che sia l’inconscio desiderio di risvegliare vecchi mostri utili allo stato di emergenza continua di cui l’attuale Governo (specie in vista della recessione) ha bisogno più dell’aria?

L’unica cosa certa è che quello slogan, ora, non fa più tanto ridere…

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 Deliziato dal simpatico clima da tracollo delle istituzioni democratiche, segnalo (grazie ad Isabella) una piccola ma emblematica norma, inserita nel ddl n.735, già calendarizzato al Senato, di conversione del decreto-legge n.97.

All’articolo 9 si prevede la proproga di un anno della norma contenuta nel decreto Mussi-Fioroni, intesa a valorizzare la qualità del percorso scolastico ai fini dell’ammissione ai corsi universitari a numero chiuso. In soldoni si intendeva stabilire un accesso privilegiato ai corsi a numero chiuso agli studenti più meritevoli sulla base del voto di maturità e dei risultati scolastici degli ultimi tre anni delle superiori.

Felici della sospensione della norma i rappresentanti della Rete degli studenti che, con la consueta miopia, vedono di cattivo occhio qualsiasi norma riguardante il numero chiuso (senza capire che se la selezione dei più meritevoli non la fa la scuola, la faranno dopo i meccanismi di accesso assai poco meritocratici al mondo del lavoro).

Ed ecco che un altro piccolo pezz di meritocrazia, almeno per quest’anno se ne va. C’era da dubitarne?

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